Diario Sindacale


Rischiare la speranza

Inserito in Cisl Brescia, Iniziative da UST, 31 agosto 2006

Anche la CISL al Convegno annuale dell’associazionismo bresciano.

Si è svolta nello scorso fine settimana,da venerdì 25 a domenica 27 agosto, la decima edizione del Convegno dell’associazionismo bresciano. Tra i promotori anche la Cisl, assieme ad Acli, Azione Cattolica, Comunità e Scuola, Movimento Cristiano Lavoratori, Movimento dei Focolari, Pax Christi, Confcooperative e diverse altre realtà impegnate a fare concreta la Dottrina Sociale dela Chiesa. Il Convegno è il principale appuntamento dei cattolici bresciani impegnati nel mondo sociale e politico. Tra i relatori, chiamati a portare ciascuno per il proprio campo, un contributo nella prospettiva del “rischio della speranza”, Maurizio Ambrosini, Valeria Boldrini, Mino Martinazzoli, Massimo Campedelli, Michele Colasanto e mons. Vincenzo Zani.

Nei file audio che seguono è possibile ascoltare integralmente tutti gli interventi; si tratta di file piuttosto pesanti e occorre preventivare tempi di download lunghi per chi dispone di connessioni lente.

Case di riposo: la Regione dimentica i più deboli

Inserito in Fnp, Pensionati da UST, 31 agosto 2006

La Regione Lombardia, dopo mesi di pressioni, ha finalmente deciso di aumentare i contributi alle Residenze Sanitarie Assistenziali (RSA) dal 1 settembre p.v., destinando alcune risorse aggiuntive per coprire i costi sanitari sostenuti impropriamente dagli utenti.

La decisione accoglie solo minimamente le richieste delle Organizzazioni sindacali dei pensionati di CGIL, CISL e UIL Lombarde in quanto la delibera lascia invariato il contributo alle RSA per gli oltre 14mila non autosufficienti totali (NAT) e non tocca la Ia classe, quella dei malati che più hanno bisogno di assistenza.

I Segretari Generali Marco Fenaroli per lo SPI-CGIL, Mario Clerici per la FNP-CISL e Giovanni Belletti per la UILP-UIL di Brescia non nascondono la loro delusione per il fatto che il provvedimento abbia dimenticato gli anziani più fragili.

I contributi per i non autosufficienti totali (NAT) sono fermi al 2003 e sono pari a 39.30 euro, contro i 47.50, 45.10 e 39.70 della prima, seconda e terza classe. Ci pare assurdo che la delibera abbia escluso proprio i malati più fragili.” Quindi per moltissimi assistiti e le loro famiglie le rette rimarranno purtroppo invariate.

Negli ultimi quattro anni abbiamo registrato rincari medi delle rette del 15%, un peso economico insostenibile per migliaia di ospiti e delle loro famiglie; – proseguono i Segretari Generali dei Sindacati dei pensionati bresciani – ma la situazione degli anziani nelle Case di Riposo e i rincari delle rette è solo uno dei temi al centro della mobilitazione che i Sindacati dei pensionati hanno lanciato e che – spiegano Fenaroli, Clerici e Belletti – necessita riprendere con rinnovato impegno a settembre”.

I Sindacati dei pensionati bresciani sollecitano quindi la Regione, tramite i consiglieri e assessori regionali, affinché si apra un confronto a tutto campo concreto e senza pregiudizi su temi che sono stati anche impegni elettorali, quali il fondo per le persone non autosufficienti, la politica per la domiciliarità, un reale abbattimento delle rette, l’attuazione dei posti di sollievo nelle RSA e il potenziamento degli hospice.

Brescia in prima pagina. La posizione della CISL

Inserito in Cisl Brescia da UST, 29 agosto 2006

La Cisl bresciana rileva come il susseguirsi dei gravissimi episodi criminali che sono accaduti in città e provincia nei giorni scorsi hanno gettato sulla nostra comunità un’immagine estremamente negativa.

E’ indubbio, non può essere negato, che la dinamica e gli accadimenti in tempi brevi di questi fatti innalzano nella popolazione elementi di preoccupazione sulla sicurezza personale per questa concentrazione di violenza; reazioni prime ancora naturali, legittime che figlie di convinzioni ideologiche.

Ma se questo è giustificabile per il cittadino diventa inaccettabile se forze politiche , sociali, istituzionali reagiscono scompostamente, se non addirittura con speculazione sui gravi fatti accaduti che invece necessiterebbero che l’insieme della comunità faccia sentire la propria vicinanza al dolore delle famiglie colpite.

La stessa origine degli episodi , con dinamiche estremamente diverse fra loro dove l’unico motivo che li accomuna è il tempo breve intercorso tra un fatto e l’altro , non legittima nessuna teoria che ciò sia dovuto ad un clima sociale degradato dovuto alla presenza straniera.

La Cisl bresciana guarda dunque con diffidenza chi in queste ore, agendo su una vera preoccupazione dei cittadini, utilizza questi drammi per promuovere una propria posizione politica e ideologica.

Questi comportamenti offrono una conferma alla lettura distorta della realtà della nostra provincia che non è certo fatta di una comunità violenta e immatura rispetto ai problemi complessi che la società moderna pone, ma che viceversa è una provincia che ha sempre dimostrato una grande capacità di governo nei vari ambiti in cui è stata chiamata a cimentarsi.

Richiamare cittadini stranieri per far funzionare le nostre fabbriche, per far lavorare le nostre stalle, per affidare a loro i nostri anziani per poi farli diventare nello stesso tempo il nemico in casa dal quale difendersi, al di là delle sensibilità umane che ognuno può avere più o meno marcate, è una operazione politica e sociale miope che diventa essa stessa alimento di tensione e conflitto.

Condividiamo da questo punto di vista le affermazioni del Prefetto, del Questore e del Procuratore di Brescia che con attenzione stanno seguendo le vicende senza alimentare un “problema Brescia” o un “allarme sociale” che la città e provincia di Brescia non meritano.

Crediamo che solo se si ha in questo modo chiaro l’ambito in cui svolgere la propria azione, maggiore efficacia avranno gli interventi necessari per garantire alla comunità bresciana quella serenità che si merita.

In questa ottica vanno ricercate risorse e mezzi adeguati per la prevenzione sul territorio , adottando quelle iniziative opportune che una società multiculturale pone anche in termine di lotta a chi nel nostro Paese viene interessato a delinquere piuttosto che all’integrazione e al lavoro.

Brescia è una realtà, lo ha sempre dimostrato, capace di essere all’altezza dei cambiamenti e delle sfide che questi pongono; l’integrazione con le diverse culture che l’immigrazione pone non passa attraverso la separazione, l’emarginazione, quando non addirittura l’esclusione, ma attraverso la paziente opera del dialogo che deve restare aperto per consentire a quella gran parte di immigrati onesti che qui opera, di condividere con noi una vita normale.

Industria metalmeccanica in difficile risalita

Inserito in Fim, Metalmeccanici da UST, 3 agosto 2006

Mentre le fabbriche chiudono e si svuotano per le ferie estive, il sindacato dei metalmeccanici Fim Cisl presenta il suo 19° rapporto sulle situazioni di crisi nel settore metalmeccanico della Lombardia, che conta oltre 5.700 imprese con 550mila addetti. Il rapporto si riferisce ai dati del primo semestre del 2006 e presenta un’articolata fotografia del settore: con una generale attenuazione della diffusione delle crisi aziendali, ma con il permanere di importanti difficoltà che preoccupano il sindacato e richiedono interventi urgenti. “La ripresa non è ancora diventata crescita e soprattutto non cancella i problemi di globalizzazione, competitività e selezione che stanno da tempo impegnando l’industria lombarda – sottolinea il segretario generale della Fim Cisl, Roberto Benaglia -. Insomma, la crisi morde meno, ma dove lo fa produce conseguenze molti forti”. Questi i dati principali che emergono dal rapporto:

  • le aziende coinvolte nella crisi sono 452, in diminuzione (erano 522 nel semestre precedente e 672 un anno fa), per un totale di 14.227 lavoratori colpiti dai provvedimenti di cassa integrazione o di licenziamento (21.917 un anno fa), su un totale di 38.440 addetti occupati nelle aziende coinvolte (54.953 un anno fa);
  • cala in modo particolare il ricorso alla cassa integrazione ordinaria, segno di un miglioramento della congiuntura nel settore, utilizzata da 270 aziende per un totale di 7.011 lavoratori sospesi (erano 365, per 9.075 lavoratori interessati, sei mesi prima);
  • si registra anche una leggera riduzione delle aziende, per lo più piccole o piccolissime, che hanno fatto ricorso alla mobilità o hanno cessato l’attività (sono 100 aziende, per un totale di 2.784 lavoratori colpiti, contro i 3.675 del semestre precedente e i 5.225 di un anno fa);
  • aumenta ancora, invece, il numero di lavoratori interessati dalla cassa integrazione straordinaria per crisi aziendale che diventano 4.432 in tutta la regione, contro i 2.807 del semestre precedente e i 3.388 di un anno fa.

Commenta ancora Roberto Benaglia:

Anche i dati del nostro Osservatorio confermano una generale attenuazione della crisi e il miglioramento della congiuntura nel settore metalmeccanico lombardo. Come sindacato tuttavia temiamo che si tratti di un rimbalzo temporaneo. La Lombardia è sempre pronta ad agganciarsi ad una ripresa della domanda internazionale, ma questa da sola non basta. Mentre la congiuntura migliora, i portafogli ordini crescono e la cassa ordinaria diminuisce, lanciamo un allarme: l’aumento dei lavoratori messi in cassa straordinaria evidenzia il permanere di troppe crisi aziendali non risolte che in autunno rischiano di esplodere in modo pesante. Per questo – insiste Benaglia – la Fim Cisl chiede con forza che i temi dello sviluppo, del sostegno alla crescita, del rilancio dell’industria – affrontando i nodi delle infrastrutture, del cuneo fiscale e dell’occupazione – siano al centro della prossima Finanziaria e siano la priorità di tutta la Cisl e del sindacalismo confederale nel confronto con industriali e governo.

Leggi l’articolo del Giornale di Brescia.

Pausa estiva anche in CISL. L’attività riprende il 21 agosto

Inserito in Cisl Brescia da UST, 3 agosto 2006

Anche per la CISL e per i suoi operatori le due settimane centrali del mese di agosto rappresentano il tradizionale periodo di pausa estiva.

Tutti gli sportelli dei servizi Cisl per iscritti e cittadini (Patronato, Servizio fiscale, Associazione consumatori, Sportello stranieri, Centro assistenza lavoro familiare, ufficio vertenze) riprenderanno regolarmente a partire da lunedì 21 agosto.