Diario Sindacale


Alzheimer. Una giornata per pensare

Inserito in Fnp,Pensionati da UST, 28 settembre 2006

Col 21 settembre la malattia di Alzheimer compie cento anni dalla sua scoperta. Le commemorazioni che si compiono o le varie iniziative promosse in questi giorni sono importanti nella misura in cui contribuiscono a diffondere conoscenza e ulteriore consapevolezza sulla malattia, sulle cause che in parte la favoriscono, sugli effetti devastanti e sulla sofferenza che essa produce alle persone colpite e alle loro famiglie, e per gli impegni da attivare nell’ambito della ricerca per diffondere speranza piuttosto che paura e rassegnazione.

Nel corso degli ultimi 15-20 anni si sono compiuti importanti passi avanti e gran parte del merito va riconosciuto alle famiglie dei malati che hanno saputo svolgere una pressione costante e positiva nei confronti delle istituzioni. Alcune istituzioni, infatti, soprattutto nel Nord Italia e a Brescia, hanno compiuto scelte concrete nella predisposizione di servizi e di aiuti -certamente ancora insufficienti- a favore delle famiglie che assumono un carico assistenziale ed economico pesantissimo, spesso più forte della loro capacità di sostenerlo, in assenza di interventi economici e di servizi. Tra i servizi pubblici necessari il sindacalismo dei pensionati segnala la necessità di potenziare i nuclei alzheimer per coloro che non sono assistibili a domicilio nell’ambito delle strutture integrate, i centri diurni, i centri notturni, l’assistenza domiciliare, i giardini alzheimer. Guardiamo con interesse ai caffè alzheimer, promossi in alcune città, ancora troppo rari ma utilissimi per favorire l’incontro, la relazione, il sollievo per i malati e per coloro che li assistono.

Significativi passi avanti ha compiuto la scienza, pur nella ristrettezza delle risorse assegnate alla ricerca, cosicchè oggi è possibile, grazie a tecnologie sanitarie avanzate, giungere ad una diagnosi precoce, fondamentale per ritardare, con cure farmacologiche specifiche, il processo di avanzamento. La diagnosi precoce, si compie infatti se le persone sono informate sui sintomi subdoli dell’inizio malattia, che spesso possono confondere sia i familiari che lo stesso medico curante -che la può scambiare per demenza senile- e se le tecnologie necessarie alla diagnosi sono disponibili e diffuse. Ogni e qualsiasi ritardo nella diagnosi della malattia, produce effetti drammatici e anticipi di sofferenza, di costi, di carichi assistenziali. Va poi riconosciuto e apprezzato il progresso nel campo farmacologico che, se pur non porta alla rimozione della causa e quindi alla guarigione, riduce comunque la sofferenza migliorando alcuni sintomi cognitivi e compartimentali.

In Italia, i malati di alzheimer sarebbero, per alcune fonti cinquecentomila, per altre settecentomila. Nel mondo sarebbero 24,3 ml. con una progressione di 4,6 ml. di nuovi casi l’anno. La cultura medica, impostata più sulla fase acuta della malattia e sulla sua guarigione è ancora inadeguata rispetto alla gestione della cronicità la cui durata va dagli 8 ai dieci anni dal momento della diagnosi. Il prendersi cura, pur nella certezza dell’insuccesso, non deve però frustrare il medico curante, ma motivarlo ulteriormente alla comprensione della sofferenza del malato in questo lungo periodo di cronicità. La migliore alleanza terapeutica necessaria si realizza creando un ambiente favorevole, nella stretta collaborazione tra medico, paziente e famiglia.

La mortalità causata dalla malattia è in aumento, passando essa da meno dell’1 per mille nei primi anni 80 ad oltre il 10 per mille nel 2000. Tale dato di crescita, non trova eguali per nessun’altra patologia ed occupa l’ottava causa di morte nella popolazione ultra sessantacinquenne.

Gli elementi di preoccupazione del sindacato dei pensionati, in relazione a questa grave patologia, attengono alla ristrettezza delle risorse assegnate alla ricerca, alla sanità e all’assistenza che incidono anche sul contenimento delle cure riservate agli anziani “dementi”. L’impegno, invece, va in più direzioni: informare stimolando a prevenire la comparsa delle patologie senili. Per l’alzheimer è infatti accertato che chi conduce una vita attiva della mente e del corpo è meno predestinato al suo svilupparsi in età ancora giovane. Vanno quindi attivate da parte delle istituzioni, con l’impegno individuale e collettivo dei cittadini, tutte le possibilità tese a favorire formazione permanente, attività fisica e relazioni sociali, combattendo isolamento e inattività. Inoltre, va mantenuta ed accentuata l’attenzione e la pressione affinché in sanità e nel sociale non si riducano le risorse e si realizzino i servizi necessari. L’approvazione della legge di solidarietà per la non autosufficienza e la costituzione del relativo fondo, rappresentano una scelta strategica che i sindacati dei pensionati stanno proponendo al legislatore. E’ una direzione di marcia che deve trovare concretezza già nella prossima legge finanziaria. E’ un obiettivo fra i più urgenti tra quelli che abbiamo selezionato.

La Segreteria Pensionati CISL

I servizi sociali del Comune: scelte che non convincono

Inserito in Cisl Brescia,UST da UST, 27 settembre 2006

Una soluzione forse importante per superare la precarietà del lavoro collegato alla esternalizzazione dei servizi, ma tutta da verificare rispetto alla possibilità futura del Comune di Brescia di programmazione e progettazione delle politiche sociali nella nostra città.

La Cisl bresciana prende posizione sull’idea di una “Fondazione” aperta a cui trasferire la gestione della quasi totalità dei servizi sociali fino ad oggi assicurati direttamente dall’Amministrazione comunale. Un giudizio comunque sospeso, perché il quadro di informazioni disponibili è ancora fortemente in chiaroscuro.

Perplessi sulle esternalizzazioni

La CISL continua a manifestare le sue perplessità ai processi di esternalizzazione che troppe volte hanno prodotto nella Pubblica Amministrazione costi aggiuntivi e non sempre un incremento di qualità dei servizi. Si tratta di politiche che, in più occasioni, sono state dettate dalla volontà di scaricare responsabilità organizzative e gestionali effettivamente pesanti, privando però il pubblico dalla gestione diretta di servizi. Indubbiamente non sono estranee alla decisione del Comune le gravi difficoltà create agli Enti Locali dalla Legge Finanziaria degli ultimi anni, provvedimenti che hanno bloccato le assunzioni del personale a tempo indeterminato e determinato, con il rischio di gravi ricadute sulla qualità dei servizi.

Per garantire il livello qualitativo e quantitativo dei servizi, il Comune ha fatto ricorso a rapporti di lavoro precario (interinali, tempi determinato, collaborazioni) che contribuiscono parzialmente ad aumentare i costi di gestione. I servizi resi dalle RSA (ex IPAB) rispetto a quelli del Comune hanno un costo vivo minore calcolabile attorno alle 30 euro/giornata per ospite.

Dalla precarietà alla stabilità del lavoro

Un aspetto indubbiamente positivo della nuova ipotesi gestionale affidata ad una “Fondazione”, è quello di far uscire dalle precarietà un numero consistente di lavoratori, attraverso una stabilizzazione a tempo indeterminato, applicando anche a loro lo stesso contratto attualmente in essere per gli altri dipendenti. Il confronto sindacale in corso ha già creato le premesse per offrire le garanzie al massimo livello ai dipendenti attualmente in servizio nei settori interessati: si tratta di dare riconoscimento alla professionalità, all’impegno e alla continuità assistenziale, assicurati in questi anni da tanti lavoratori.

Resta da approfondire il ruolo che in futuro delle Cooperative, alle quali fino ad oggi il Comune ha fatto ampio ricorso. La Cisl ritiene che sia un ruolo da ridimensionare e ricondurre ad un rapporto fuori dalla emergenzialità; è chiaro però che sarebbe un errore da parte del Comune privarsi delle professionalità che, seppure esterne all’apparato comunale, hanno garantito in questi anni una significativa qualità ai servizi sociali, ed è per questo che è indispensabile che queste figure debbano costituire, attraverso la stabile assunzione, una risorsa della nuova struttura.
Più complesso è il giudizio sulla scelta della Fondazione quale contenitore per la gestione dei servizi agli anziani.

E’ una scelta che non convince perché non si capisce se, e in che modo il Comune di Brescia sarà in grado di garantire anche in futuro la progettazione, la programmazione e il controllo dei servizi sociali per la popolazione anziana. Non meno rilevante è conoscere quali saranno i margini di intervento dell’ente pubblico sulla determinazione della partecipazione alla spesa dei servizi da parte delle famiglie.

Per la Cisl bresciana occorre dunque fare chiarezza su questi nodi essenziali per poter esprimere un giudizio complessivo sul nuovo orizzonte prospettato per i servizi sociali a Brescia.

Il tavolo di confronto aperto tra la Civica amministrazione e le Organizzazioni sindacali e le RSU del Comune è l’ambito per avviare gli approfondimenti necessari; occorre però un colpo d’ala per far uscire la trattativa da una ordinarietà inadeguata alle sfide prospettate.

Annunci di lavoro, privati e pubblici

Inserito in Cisl Brescia,Lavoro da UST, 18 settembre 2006

Favorire l’incontro e la comunicazione tra chi offre e cerca lavoro, contribuire ad ampliare la conoscenza delle opportunità per i giovani alle prese con il problema lavoro, sono obiettivi che l’amministrazione comunale di Brescia si è posta con il servizio Informalavoro.
Un bollettino settimanale che riporta gli annunci di ricerca di personale segnalati da Aziende ed Enti locali della provincia di Brescia.
Tutti gli annunci riportati sul bollettino, in base alla Legge 125/91 art.4 (Parità di trattamento tra uomini e donne in materia di lavoro) sono da intendersi riferiti ad entrambi i sessi.

In www.diariosindacale.it, ai link Annunci di lavoro pubblico e privato, pubblichiamo il bollettino InformaLavoro augurandoci di contribuire a diffondere utili notizie per chi è alla ricerca di occupazione.

La Cisl sulla fusione ASM e AEM

Inserito in Cisl Brescia,UST da UST, 15 settembre 2006

5 domande a Renato Zaltieri, Segretario generale della CISL di Brescia sull’annunciata ipotesi di fusione tra ASM di Brescia e AEM di Milano.

Qual è la posizione della Cisl rispetto all’ipotesi di fusione delle Aziende municipalizzate di Brescia e di Milano?

Il progetto è certamente tra i più ambiziosi tra quelli messi in campo nel mondo delle multiutility. L’intesa tra i Sindaci di Milano, Brescia e Bergamo è indubbiamente un passo decisivo per la fusione delle due aziende a partecipazione pubblica. E’ una operazione che potrebbe portare alla creazione di un colosso nella gestione delle reti di gas, acqua, energia e rifiuti, con una capitalizzazione di oltre sei miliardi di euro e ambizioni anche a livello europeo.

Le vostre preoccupazioni quali sono?

La prima è capire il ruolo a cui sono destinati i Comuni. Per quanto limitato possa essere dopo la quotazione di borsa di Asm, oggi gli Enti locali esercitano ancora un ruolo di indirizzo strategico sulla società. Dopo la fusione quanto conteranno i Comuni-Azionisti?

Ma ci sono anche questioni di natura strettamente sindacale che ritenete di mettere in campo nella valutazione di questo progetto?

Certamente sì. Esse riguardano le ricadute sulla occupazione, attuale e futura, che vuol dire numero dei lavoratori occupati e tipologia dei rapporti di lavoro. Ma vogliamo anche assicurazioni per i lavoratori che sono diventati piccoli azionisti di ASM, considerato che Cisl e Uil hanno sottoscritto a Brescia un accordo per l’acquisto “agevolato” delle azioni da parte tanto dei lavoratori che dei cittadini utenti.

E poi?

La qualità dei servizi erogati; le tariffe applicate ai cittadini.

Operativamente come vi muoverete?

Aspettiamo di essere convocati a Brescia dal Sindaco Corsini al quale unitariamente con Cgil e Uil abbiamo chiesto un incontro per spiegarci il progetto sul piano istituzionale. Così come parlando questa mattina con il presidente di ASM Renzo Capra abbiamo manifestato la nostra necessità di incontrarlo per conoscere gli elementi del progetto industriale alla base della fusione societaria. Solo allora esprimeremo il giudizio sulla operazione, senza preconcetti ideologici o preclusioni, ma con la responsabilità di chi ha una rappresentanza sociale importante.

Firmato il contratto provinciale degli edili di Brescia

Inserito in Contratti,Edili,Filca da UST, 15 settembre 2006

Collegio Costruttori di Brescia e Organizzazioni Sindacali dei lavoratori dell’edilizia hanno firmato il Contratto Provinciale della categoria, integrativo al Contratto Nazionale riguardante 23 mila operai e qualche migliaio di impiegati.

La firma fa seguito a circa 2 mesi di trattative condotte con un forte spirito unitario da Filca Cisl, Fillea Cgil e Fneal Uil che hanno permesso il raggiungimento del rinnovo senza nessuna ora di sciopero.

Le organizzazioni sindacali esprimono soddisfazione per il risultato ottenuto, sia sul versante dei miglioramenti economici, sia su quello delle modifiche normative in particolare per quanto concerne le prestazioni assistenziali della Cassa Edile a favore dei lavoratori della categoria.

Più in dettaglio, sul piano economico, l’aumento complessivo lordo sarà di circa 91 euro mensili, previsti in due tranches,distribuiti tra elemento economico territoriale e indennità varie .

Saranno rivalutate alcune prestazioni assistenziali del 5%; ci sarà un aumento di circa 50 euro per la prestazione a favore dei lavoratori che raggiungono il diritto alla pensione; sarà introdotta una nuova prestazione, di notevole importanza, per l’anticipo parziale dalla Cassa Edile delle spettanze ai lavoratori che incappano nel fallimento della propria impresa e verrà migliorata sostanziosamente la quantità di integrazione di malattia per i primi tre giorni.

Per tutte le altre assistenze un’apposita commissione elaborerà proposte di aggiornamento e di adeguamento.

Per finire, insieme ad alcuni importanti elementi introdotti per il migliore utilizzo degli strumenti della Scuola Edile e del Comitato Paritetico per l’antifortunistica, estremamente significativi in edilizia sul versante della Formazione Professionale e della lotta contro gli infortuni, le parti hanno voluto introdurre una norma premiale per le imprese che dichiarano e versano tutte le ore contrattuali e, di converso, una norma penalizzante per quelle che non denunciano tutte le ore contrattuali.

Questa ultima norma contribuirà, secondo i firmatari, a combattere il lavoro nero che, come noto, è, insieme agli infortuni, la piaga del settore.

Le organizzazioni sindacali saranno impegnate, nelle prossime settimane, ad effettuare le assemblee dei lavoratori per una valutazione dei risultati ottenuti.

Metalmeccanici artigiani in assemblea

Inserito in Fim,Metalmeccanici da UST, 14 settembre 2006

Dopo quelle di Vobarno e Gardone Valtrompia, sono in calendario nei prossimi giorni altre sette assemblee in città e provincia per illustrare ai lavoratori metalmeccanici occupati nel settore dell’artigianato i contenuti della piattaforma unitaria che Fim Cisl, Fiom Cgil e Uilm Uil hanno messo a punto per il rinnovo del contratto scaduto dal 1997. Si tratta di un momento di informazione e di consultazione importante, per definire il documento prima che venga presentato alle associazioni degli imprenditori artigiani

Ecco in estrema sintesi alcuni punti qualificanti della piattaforma.

Richieste normative
La costituzione di un osservatorio nazionale sull’andamento del settore nelle varie regioni con il compito di riunirsi almeno una volta all’anno con l’obiettivo di acquisire elementi di conoscenza.

Inquadramento
Si chiede di istituire un gruppo di lavoro con il compito di migliorare l’attuale classificazione delle categorie.

Diritti sindacali
Si chiede il riconoscimento del diritto di assemblea retribuita.

Diritti individuali
Estensione della normativa sui congedi parentali.
Possibilità di accorpare le ferie con i permessi per poter usufruire di periodi più lunghi.
Pagamento del 100% della malattia anche per malattie inferiori ai 7 giorni.

Apprendistato
Adeguare la normativa all’accordo raggiunto per i lavoratori dell’industria metalmeccanica.

Formazione
Si chiedono 8 ore l’anno cumulabili da dedicare alla formazione

Orario di lavoro
Si chiede di aumentare di 16 ore l’anno i permessi retribuiti.

Scatti di anzianità
Si chiede di rivalutare di 3 € ogni scatto di anzianità

Aumento salariale
Si chiede un aumento medio di 142 € mensili al 3° livello per il periodo 2005/2008 in oltre 220 € dal 1/1/2008 per quei lavoratori che non abbiano svolto contrattazione regionale.
Tutti i lavoratori del settore metalmeccanico artigiano, sono invitati a partecipare alle assemblee.

DESENZANO
15 settembre ore 17.30/19
c/o sede circolo lavoratori
Via Gramsci – Desenzano

MANERBIO
18 settembre ore 17.30/19
c/o istituto Pascal
Via Solferino, 5 – Manerbio

CAZZAGO S.M.
19 settembre ore 17.30/19
c/o Biblioteca Comunale Rizzino
Via Duomo, 2 – Cazzago S.M.

BRESCIA
20 settembre ore 17.30/19
c/o sede Acli
Via Cimabue, 271 – San Polo Brescia

BRESCIA
21 settembre ore 17.30/19
c/o sede circoscrizione Chiesanuova
Via Livorno, 7 – Brescia

BRESCIA
22 settembre ore 17.30/19
c/o sede circoscrizione Casazza
Via Casazza, 46 – Brescia

LUMEZZANE
25 settembre ore 17.30/19
c/o residenza Le Rondini
Via cavaliere del lavoro Gnutti, 4 – Lumezzane

Accordo sindacale alla Zoogamma di Ghedi

Inserito in Accordi,Fai da UST, 14 settembre 2006

L’assemblea dei lavoratori della Zoogamma di Ghedi, azienda che produce latte in polvere per vitelli e alimenti zootecnici, ha approvato all’unanimità l’accordo per il rinnovo dell’integrativo aziendale siglato fra la Direzione aziendale, le Rsu dell’unità produttiva di Ghedi (che conta 72 dipendenti) e di Casalbuttano (43 dipendenti), e le organizzazioni sindaclai di categoria di Cisl e Cgil di Brescia e Cremona.
Zoogamma è nata dopo il fallimento nel 2002 della Realvit e l’acquisizione dell’unità produttiva da parte di una multinazionale olandese che ha realizzato una massiccia riorganizzazione e un piano d’investimenti che ha rilanciato l’azienda. L’accordo sindacale registra l’impegno della proprietà a proseguire i programmi d’investimento su Ghedi e a realizzare l’ammodernamento dell’unità di Casalbuttano (Cr).

Nell’intesa l’azienda si impegna inoltre a contenere il ricorso al lavoro interinale e a proseguire una strategia di di stabilizzazione del personale.

La parte salariale dell’accordo (pari a 1050 Euro) è legata al raggiungimento di indici di produttività, qualità del siero prodotto, mantenimento della certificazione Iso.

“E’ doveroso sottolineare – ha commentato Roberto Ortolani della Fai Cisl di Brescia – che questa azienda, dopo avere corso il rischio di una chiusura definitiva nel 2002 – è arrivata, con una imprenditoria efficiente e con incisive relazioni sindacali, ad un rilancio di mercato e una ripresa occupazionale. Un risultato importante che è la migliore ricompensa per i lavoratori dei molti sacrifici sostenuti negli anni scorsi”.

Ruffino: firmato l’accordo integrativo

Inserito in Accordi,Fai da UST, 14 settembre 2006

Giovedì 7 settembre presso la sede dell’Associazione Industriali di Firenze è stato sottoscritto dalle FAI e dalle FLAI di Brescia e Firenze, supportate dalle rispettive rappresentanze sindacali, l’accordo integrativo del gruppo Ruffino,uno dei marchi vitivinicoli italiani più importanti e più noti per la produzione e commercializzazione di vini di alta qualità.

Nella storica azienda Bresciana, il cui pacchetto di maggioranza è controllato dalle famiglie di Paolo e Marco Folonari e dove i californiani di Costellation, in partnership per il 40%, garantiscono un robusto contributo d’investimento e commercializzazione, sono occupati complessivamente 125 dipendenti, 45 dei quali nella sede di Brescia, mentre i rimanenti 80 nelle cantine di Pontassieve in provincia di Firenze.

A Brescia hanno sede gli uffici amministrativi e la direzione commerciale; nella zona del Chianti, le cantine, aziende agricole che forniscono e lavorano le uve più pregiate.

L’accordo che scadrà il 31 dicembre del 2009, è regolato da indici legati principalmente alla produttività e in parte minore al margine operativo lordo: “Secondo una proiezione della commercializzazione dei prodotti con marchio Ruffino nel corso 2006 – ha commentato con soddisfazione Roberto Ortolani della Segreteria della Fai Cisl di Brescia – il valore salariale del premio si assesterà tra i 1.450 e i 1.540 €. dei quali 1.000 praticamente certi”.

La trattativa si è svolta a cavallo tra due regioni e consolidando una tradizione di buoni rapporti sindacali, non ha comportato alcun aggravio di ore di sciopero per i lavoratori interessati.

“Le FAI di Brescia e Firenze – ha concluso Ortolani – esprimono sull’accordo un giudizio positivo in quanto con il consolidamento del vecchio premio si è dato un giusto riconoscimento al lavoro svolto, si sono concordati nuovi indici che guardano al futuro con rinnovato ottimismo e si è dimostrato che pur salvaguardando le specificità di ogni sito produttivo, si possono siglare accordi che soddisfano esigenze diverse.”