MARINI A BRESCIA PER L’ANNIVERSARIO DELLA STRAGE
Il 28 maggio 2007 è il 33° anniversario della Strage di Piazza della Loggia. Il 28 maggio 1974, nel corso della manifestazione indetta dal Comitato unitario antifascista e dai sindacati, esplose una bomba che provocò la morte di 8 persone e il ferimento di 102.
Il Comune di Brescia, la Provincia di Brescia, l’Associazione familiari dei Caduti strage di Piazza Loggia, CGIL, CISL, UIL, Casa della Memoria e numerose altre associazioni hanno promosso in tutto il mese di maggio un articolato calendario di incontri, concerti e manifestazioni pubbliche per rendere omaggio ai Caduti ed ai valori di libertà e di democrazia.
Nella giornata del 28 maggio sarà a Brescia il Presidente del Senato Franco Marini che parlerà durante la manifestazione che dopo avere attraversato le vie del centro cittadino confluirà in Piazza della Loggia.
Questo il programma dettagliato della giornata:
28 maggio
ore 8.30 cimitero Vantiniano
celebrazione eucaristica
Mons. Francesco Beschi
vescovo ausiliare Diocesi di Brescia
in mattinata delegazioni ed omaggi floreali alla stele dei Caduti
ore 9.30 Palazzo Loggia
incontro con i familiari dei Caduti
ore 10.15 Piazza della Loggia
CGIL-CISL-UIL
Commemorazione ufficiale
intervengono:
Franco Marini, Presidente del Senato
Luigi Angeletti, Segretario generale UIL
Manlio Milani, Associazione Familiari Caduti Strage di Piazza Loggia
ore 11.30 Auditorium San Barnaba
incontro con gli studenti bresciani
intervengono:
Franco Marini, Presidente del Senato
Paolo Corsini, Sindaco di Brescia
Alberto Cavalli, Presidente dell’Amministrazione Provinciale
Luca Zanotti, studente del progetto “Un treno per Auschwitz” liceo Calini
ore 16.30 Palazzo Loggia, salone Vanvitelliano
Presentazione del libro Noi sfileremo in silenzio
ore 21.00 Comune di Brescia
Festival Pianistico Internazionale
“Arturo Benedetti Michelangeli”
Chiesa di San Francesco
Concerto in memoria dei Caduti di Piazza della Loggia
dirige M° Agostino Orizio
Scarica il volantino della giornata
CONTRATTI PUBBLICI: GIOVEDÌ NUOVO INCONTRO
Si terrà giovedì 24 maggio l’incontro fra Governo e sindacati per sbloccare la trattativa sul rinnovo dei contratti pubblici. Lo hanno confermato i segretari generali della Cisl, Raffaele Bonanni, e della Uil, Luigi Angeletti. All’incontro parteciperanno i leader di Cisl e Uil mentre Guglielmo Epifani, segretario generale della Cgil, rimarrà fino a venerdì all’XI Congresso della Ces. (Ansa)
SPIRAGLI PER IL CONTRATTO DEGLI STATALI?
Si va verso il contratto triennale per gli statali. Lo ha annunciato il ministro della funzione pubblica Luigi Nicolais spiegando che la riunione di ieri a Palazzo Chigi “è andata bene” e che ci sono per il rinnovo dei contratti pubblici “fondi aggiuntivi”. La riunione è andata bene – ha detto Nicolais – inaugurando il forum della pubblica amministrazione. Penso ci siano fondi aggiuntivi che ci dovrebbero permettere di chiudere il rinnovo del contratto”. Nicolais ha aggiunto che ci si prepara ad “avviare una nuova era di contratto triennale” e che si lavora quindi per “chiudere un’epoca e aprirne un’altra”. (Ansa)
IL PUBBLICO IMPIEGO CONFERMA LO SCIOPERO
L’incontro che avrebbe dovuto tenersi, oggi, presso l’Aran per dare inizio alla trattativa per il rinnovo del contratto di lavoro dei ministeri, è stata rinviato, probabilmente, al 28 maggio. La decisione ha spinto i sindacati di categoria a confermare lo sciopero già proclamato per il 1 giugno.
LA CISL DI BRESCIA A BARBIANA
Ci sarà anche una delegazione della Cisl di Brescia domenica 20 maggio alla sesta edizione della “marcia di Barbiana”, la camminata che annualmente, nel ricordo di don Lorenzo Milani, richiama alla pendici del Mugello quanti si impegnano per una scuola capace di rispondere alle urgenze educative e formative del nostro tempo. Una cinquantina di dirigenti, delegati e operatori del sindacato di via Altipiano d’Asiago raggiungeranno domenica mattina in pullman il Comune di Vicchio da dove la marcia avrà inizio alle ore 10,30. Quest’anno la “marcia di Barbiana” assume un significato speciale. Sono trascorsi infatti quaranta anni dalla morte di don Milani e quarant’anni dalla pubblicazione di “Lettera a una professoressa”. Prendendo spunto dalla bocciatura in prima superiore di uno dei suoi ragazzi, don Lorenzo diede vita ad una riflessione e ad una scrittura collettiva diventata poi “il manifesto del rifiuto di qualunque forma di selezione e dell’impegno per la trasmissione dei saperi critici – come è scritto nel concorso lanciato dal Ministero della Pubblica Istruzione per rilanciare la riflessione su questo testo – divenendo subito l’orizzonte di migliaia di giovani studenti, insegnanti e operatori sociali, intercettando le attese di un profondo cambiamento della scuola e dell’educazione, per una democrazia compiutamente realizzata”. Il motto della scuola di Barbiana, l’ormai famoso I care, rimane oggi, mutate le condizioni sociali ma non le contraddizioni di una globalizzazione senza eguaglianza, un orizzonte quanto mai vivo per il futuro dei sistemi educativi.
La delegazione bresciana della Cisl incontrerà a Barbiana uno dei primi ragazzi di quella specialissima scuola allestita nella canonica di quel paesino sperduto nell’Appennino toscano, Maresco Ballini, che proprio don Milani spinse all’impegno sindacale. Ballini è stato per tanti anni in Lombardia, dirigente della Cisl di Milano e Segretario generale della Federazione di Categoria dei lavoratori del settore tessile.
CAMPAGNA DI CGIL CISL UIL PERCHE’ IL LAVORO SIA VITA
Sessantuno figure nere ad altezza d’uomo. Con impresso in giallo un nome e un mestiere. Sono i muti testimoni dei morti sul lavoro in Lombardia dal primo gennaio al 30 aprile di quest’anno e saranno esposte in tutte le principali piazze cittadine tra maggio e giugno. Le sagome sono l’elemento più vistoso e di forte impatto che caratterizza la campagna di Cgil, Cisl e Uil contro gli infortuni e per la tutela della salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro presentata stamani presso la sede sindacale regionale di Sesto San Giovanni. “Nelle città per vivere il lavoro” è il titolo dell’iniziativa, che prevede anche la creazione di un percorso con grandi manifesti e striscioni dove i cittadini potranno leggere le cause della morte per rendersi conto dei pericoli che incombono sui lavoratori. Il primo appuntamento è per venerdì prossimo 18 maggio a Brescia, in piazza Rovetta. “L’iniziativa mira a far crescere una coscienza diffusa tra i cittadini e in particolare fra i giovani – ha sottolineato il segretario della Cisl lombarda, Franco Giorgi, nel presentare la campagna -. Coscienti che servono più interventi in molte direzioni per costruire un argine efficace a questo drammatico stillicidio di vittime”. I dati provvisori evidenziano 61 morti per i primi quattro mesi dell’anno, mentre nell’intero 2006 in Lombardia furono 230 e 1280 in tutta Italia. Complessivamente gli infortuni denunciati lo scorso anno nella regione sono stati 148.766. “Chiediamo alle istituzioni e alle imprese una campagna straordinaria di formazione – ha detto Franco Giuffrida, segretario regionale Cgil -. Inoltre, abbiamo sollecitato alle istituzioni una serie di interventi che è possibile realizzare immediatamente”. Dal canto suo Pierluigi Paolini della Uil ha evidenziato come “Gli infortuni e le morti sui luoghi di lavoro non sono il frutto della fatalità ma troppo spesso la conseguenza dell’irresponsabilità di tante imprese”.
QUALITA’, BENESSERE E SICUREZZA SUL LAVORO
CGIL CISL e UIL di Brescia dopo lo sciopero generale del 3 maggio, continuano il loro impegno volto a sostenere una piattaforma per la salute e sicurezza sul lavoro.
Come già annunciato venerdì 18 maggio alle ore 9 nella sala conferenze della Camera di Commercio, via Einaudi 23 Brescia, verrà svoltà un’assemblea unitaria dei delegati, delle rappresenrtanze unitarie sindacali e dei rappresentanti del lavoratori per la sicurezza, di tutte le categorie e settori lavorativi del territorio bresciano.
Dopo la relazione introduttiva CGIL CISL e UIL di Brescia , proposta da Ida Arici segretaria della Camera del Lavoro di Brescia, seguiranno gli interventi dei delegati dei vari settori dell’economia bresciana, concluderà il segretario confederale nazionale CISL Renzo Bellini.
In concomitanza con l’assemblea, in piazza Rovetta (Largo Formentone), verrà ospitata un’iniziativa proposta da CGIL CISL e UIL della Lombardia dal nome ” nella città per vivere il lavoro “, una campagna di sensibilizzazione che partendo da Brescia toccherà tutte le principali piazze lombarde.
In piazza saranno esposti oltre a manifesti, sagome di grandezza naturale con evidenziati nomi e mansioni dei lavoratori deceduti
STATALI: RINVIO NEGOZIATO. SCIOPERO CONFERMATO
Nulla di fatto nella prima riunione tra l’Aran e i sindacati che doveva segnare l’apertura della nuova stagione contrattuale nel pubblico impiego. L’agenzia, che tratta per conto del Governo, ha chiesto alla controparte un aggiornamento del negoziato a venerdì prossimo spiegando che l’Esecutivo sta ultimando alcune verifiche tecniche sui conti, e la risposta dei sindacati non si è fatta attendere con la conferma dello sciopero del primo giugno. Già domani – hanno annunciato – partiranno le circolari alle strutture in vista della mobilitazione. I sindacati non intendono arretrare di un centesimo dalla richiesta di aumento del 5,01%, pari a 101 euro, perché – sostengono – è gia già previsto da un patto precedente. Diversa la posizione del Governo che nella direttiva all’Aran fissa l’ incremento al 4,46%, cioé 93 euro. Anche se ci sarebbe una disponibilità ad arrivare a 95/96 euro. Sempre troppo pochi, comunque, per i rappresentanti dei lavoratori. Oggi in vista della riunione all’Aran è proseguito il lavoro diplomatico all’interno dell’Esecutivo per tentare di arrivare ad una soluzione, dopo le rassicurazioni di ieri del premier, Romano Prodi, ai leader di Cgil, Cisl e Uil. In particolare ci sono stati contatti tra il ministro per le Riforme, Luigi Nicolais, la presidenza del Consiglio con il sottosegretario Enrico Letta, e il ministero dell’Economia, restio ad allargare i cordoni della borsa per arrivare ai 101 euro.
Il Governo, dunque, avrebbe ancora bisogno di alcuni approfondimenti tecnici (che vedrebbero il coinvolgimento della Ragioneria e dell’Inpdap), in particolare sulle cessazioni dal lavoro al dicembre 2006 e le nuove assunzioni. Gli eventuali risparmi potrebbero essere utilizzati per ‘rimpinguare’ le risorse già previste per il contratto. Secondo alcune stime, la differenza tra l’offerta e la richiesta sindacale comporterebbe oneri in più per circa 600 milioni per tutto il settore pubblico. La vertenza degli statali oramai non è più solo di categoria, ma riguarda più in generale i rapporti tra il sindacato e il Governo. Lo ha detto con chiarezza ancora oggi il segretario confederale della Uil, Paolo Pirani, secondo il quale se il negoziato fallisse si getterebbe “un’ombra” sui vari tavoli aperti a palazzo Chigi, tra cui c’é il difficile confronto sulle pensioni. Dura la valutazione anche del segretario confederale Gianni Baratta, secondo il quale il Governo è “incapace di sciogliere i nodi”. I sindacati, dunque, giudicano “sconcertante” il rinvio e bollano come “futili” le scuse opposte. “Possibile che dalla scadenza del contratto ad oggi il Governo ancora non ha avuto il tempo sufficiente per chiarire le proprie disponibilità economiche”, ha polemizzato il numero uno della Fp-Cgil, Carlo Podda. “Oggi ci aspettavamo fosse l’inizio della chiusura del contratto”, ha lamentato il segretario della Uil-Pa, Salvatore Bosco. Dello stesso tenore le dichiarazioni del collega della Fps-Cisl, Rino Tarelli: “Il rinvio è figlio della poca strategia che caratterizza l’azione del governo da molti mesi. Il governo si rifiuta di rinnovare un contratto che è un diritto dei lavoratori”. Per le rappresentanze di base del pubblico impiego Rdb-Cub è “grave il rinvio del negoziato. Ora – aggiunge – aspettiamo che il governo mantenga gli impegni presi. La ciliegina sulla torta è venuta oggi con le affermazioni della Corte dei Conti”. Dalla magistratura contabile è venuto infatti oggi un monito a contenere le retribuzioni perché la spesa per i dipendenti pubblici è “cresciuta, a ritmi elevati, negli ultimi anni”. (ANSA)
ANCORA UN INCIDENTE MORTALE SUL LAVORO
“Ancora una volta ci troviamo a piangere una vittima sul lavoro, non è umanamente e socialmente più tollerabile, va superato il primato dell’economicismo per affrontare il primato e la centralità della persona”. Sono parole di Giacomo Meloni, Segretario generale della Fim Cisl della Vallecamonica, dopo l’incidente mortale di ieri alla Sidermeccanica di Lovere (Bg) in cui ha perso la vita un operaio di 50 anni. “Il tema della sicurezza va affrontato – conclude il sindacalista – oltre che sul versante degli opportuni controlli, dell’innovazione impiantistica, della messa in sicurezza assoluta degli impianti, sul versante della formazione continua. Nessuno deve mai abbassare la guardia sul tema sicurezza”. L’impianto che è stato teatro del mortale incidente è fermo dalle 19 di ieri, e lo resterà fino alle 22 di stasera, per lo sciopero immediatamente proclamato da Fim, Fiom e Uilm. Domani si riuniscono invece le Segreterie sindacali allargate alle Rappresentanze Sindacali Unitarie per decidere ulteriori iniziative di sensibilizzazione.
I SINDACATI A PRODI: SUBITO LA LEGGE CONTRO LO SFRUTTAMENTO
La situazione del lavoro sommerso e irregolare degli immigrati va affrontata “con decisione e con urgenza” approvando rapidamente la legge contro lo sfruttamento che è in discussione in commissione Affari costituzionali del Senato. Lo sottolineano i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil, Guglielmo Epifani, Raffaele Bonanni e Luigi Angeletti, in una lettera inviata al presidente del Consiglio, Romano Prodi, e ai presidenti di Camera e Senato, Fausto Bertinotti e Franco Marini. In assenza del decreto flussi per l’anno 2007, prosegue la lettera, si assiste di fatto a un sostanziale blocco d’ingresso regolare che produce come conseguenza la presenza irregolare dei lavoratori immigrati sul territorio nazionale, per soddisfare anche il fabbisogno del mercato del lavoro, in modo particolare nella stagione di raccolta di prodotti agricoli che inizierà il suo pieno ritmo a breve. Per i leader di Cgil, Cisl e Uil, è inoltre necessario evitare che nel nostro Paese si ripetano le condizioni di schiavitù. Per questo, i sindacati sentono la responsabilità di segnalare al Governo una vera e propria emergenza sociale, un disagio diffuso e crescente che, in assenza di atti concreti e tempestivi, concludono Epifani, Bonanni e Angeletti, “potrebbe sfociare in reazioni esasperate”. (www.ildiariodellavoro.it)