Diario Sindacale


ASSEMBLEA DEI DELEGATI IL 17 SETTEMBRE

Inserito in Incontri, UST da UST, 29 agosto 2007

Un appuntamento importante attende il quadro dirigente della Cisl bresciana. Lunedì 17 settembre è convocata infatti l’Assemblea dei delegati della Cisl per una valutazione approfondita dell’accordo con il Governo su pensioni, lavoro e competitività.

Da più parti ritenuto l’accordo concertativo più importante degli ultimi dieci anni, quello sulla riforma delle pensioni è un documento che la Cisl ha fortemente voluto e fortemente caratterizzato.

Le polemiche, soprattutto politiche, che hanno accompagnato l’intesa tra le Parti Sociali e il Governo impongono la necessità di un nuovo protagonismo sindacale per poter trasmettere in maniera adeguata portata e contenuti dell’accordo contrastando il disegno irresponsabile di quanti dimostrano di volersi ancora una volta sottrarre alla responsabilità delle scelte.

All’Assemblea dei delegati e del quadro dirigente, che avrà luogo nel salone della Camera di Commercio a partire dalle ore 9 del 17 settembre, sarà presente anche il Segretario generale della Cisl Raffaele Bonanni.

CARO-SCUOLA, AUMENTI TRA IL 5 E IL 10%

Inserito in Consumatori, UST da UST, 29 agosto 2007

Aumenti tra il 5 e il 10% in arrivo per famiglie e studenti lombardi che devono “attrezzarsi” per l’inizio delle lezioni. Anche quest’anno, girando tra negozi, supermercati e librerie, Adiconsum Cisl Lombardia ha condotto un monitoraggio dei prezzi, verificando aumenti già applicati. “Purtroppo ci risulta che non tutti i genitori sanno che ci sono i tetti ministeriali – spiega Angelo Motta, segretario generale Adiconsum Lombardia -. Per le tre classi delle medie, i professori che scelgono e adottano libri di testo per i loro studenti, devono fare in modo che la spesa complessiva non superi un particolare tetto: 280 euro per la prima media, 108 per la seconda e 124 per la terza”. “Solo per la prima classe – aggiunge – è concesso superare il tetto del 10%, cioè salire da 280 a 308 euro: l’aumento, che va inteso come fatto eccezionale e motivato, deve essere approvato dal Consiglio d’Istituto e recuperato nelle due classi successive”. Non rientrano nel tetto, spiega Adiconsum, le spese previste per dizionari ed atlanti, mentre devono essere comprese quelle che riguardano testi relativi alla seconda lingua straniera, alla educazione stradale e alle attività facoltative previste nel piano didattico. Poiché si tratta di norme ministeriali vincolanti, Adiconsum invita i consumatori a segnalare al ministero e, per conoscenza alle associazioni dei consumatori, eventuali violazioni. Un altro capitolo di spesa che può incidere fortemente è quello relativo a cartelle, zaini, astucci ed altri articoli di cancelleria. “Anche in questo settore – spiega Motta – siamo in presenza di costi molto differenziati: talvolta c’è una questione di qualità, ma più spesso il prezzo è dettato dal marchio. Muoversi con prudenza e fare le giuste verifiche prima di acquisti onerosi, aiuta a trovare buoni prodotti a prezzi equi, nello stesso tempo educando i figli a distinguere tra griffe e qualità, tra speculazione e convenienza. (www.lombardia.cisl.it)

SICUREZZA SUL LAVORO. NORME PIÙ SEVERE

Inserito in Sicurezza, UST da UST, 29 agosto 2007

Pene più severe per chi non rispetta le norme di sicurezza sul lavoro, obblighi estesi alle imprese di tutti i settori. E’ entrata in vigore sabato 25 agosto la nuova legge sulla sicurezza sul lavoro che dovrà cercare di arginare quella strage che ogni giorno, implacabile, miete vittime. Solo nei primi sei mesi del 2007, in Lombardia, sono state 98 le vittime di incidenti e infortuni, con un aumento del 4,2% rispetto al allo stesso periodo dell’anno scorso. Oltre a delegare il governo a emanare decreti legislativi di riforma, la legge 123 introduce norme di immediata applicazione per rafforzare le tutele. Da subito, infatti, entrano in vigore l’estensione a tutte le imprese della sanzione, oggi vigente nel settore edile, della sospensione delle attività in caso di impiego di lavoratori in nero o di violazioni alla disciplina sull’orario di lavoro, l’obbligo di esposizione della tessera di riconoscimento da parte del personale (dipendenti e autonomi) occupato in appalti e subappalti (anche questa misura oggi è vigente solo nei cantieri edili), il diritto del rappresentate dei lavoratori per la sicurezza di ricevere materialmente copia del documento di valutazione dei rischi, nonché del registro degli infortuni sul lavoro. “Sono norme che rappresentano una risposta importante, nell’azione di governo, alle richieste sindacali di porre un freno al ripetersi tragico di morti sul lavoro – sottolinea Franco Giorgi, segretario regionale Cisl Lombardia -. Sono norme più rigorose, più severe e più uniformi per tutto il mondo del lavoro, perché troppo spesso infortuni e tragedie sono prodotti da comportamenti illegittimi delle imprese”. “Adesso servirà una capacità nuova nel farle applicare – aggiunge – e la giusta severità nel colpire i comportamenti criminosi di chi sfrutta il lavoro a scapito della dignità e della vita dei lavoratori”. (www.lombardia.cisl.it)

QUESTA RIFORMA FA VINCERE TUTTI

Inserito in UST da UST, 28 agosto 2007

L’amico iscritto ci scuserà se, con la canicola che incalza, gli spediamo un giornale di materia fuor di dubbio ostica anziché lasciarlo a letture più amene. Ma il protocollo firmato il 23 luglio fra il Governo e le parti sociali tocca tali e tanti punti da riguardare da vicino tutti noi, giovani, anziani, pensionati,apprendisti e veterani, lavoratori stabili e lavoratori atipici, e non solo per oggi ma per molti anni a venire. Ben oltre, insomma, il superamento del famigerato scalone. La Cisl, che di tale accordo è stata fra i protagonisti, lo giudica un accordo di grande respiro, tale da porre le basi per un nuovo stato sociale in equilibrio con le risorse disponibili.

Altre forze, di ogni colore, avanzano invece riserve, dubbi e perplessità, ora da destra ora da sinistra, tali da presagire per il protocollo d’intesa, che resterà un esercizio di pie intenzioni se non sarà convertito in legge, un cammino disseminato di trabocchetti e capovolgimenti di fronte. Ovvero, quando lo avremo letto e studiato per bene, rischieremo di trovarci con un pugno di mosche. Ed è proprio da qui che vogliamo partire, ragionando di risultati e prospettive col segretario generale della Cisl di Brescia Renato Zaltieri. Al quale abbiamo rivolto qualche domanda.

Segretario, Bismark diceva che i trattati sono “chiffon de papier”, pezzi di carta.
Non è che valga anche per i protocolli? In fin dei conti, Epifani, il leader della Cgil, ha firmato… mantenendo riserve

“…Clausola che, ad essere sincero, non ho ancora ben capito cosa significhi. Forse è un nuovo modo per dire: firmo, ma mi tengo le mani libere.

A complicare il quadro, le riserve da sinistra. Una sinistra che, come parte della maggioranza, in un certo senso ha firmato.

“Qui siamo, addirittura, all’invasione di campo: la Politica vorrebbe insegnarci a fare sindacato. Se un accordo va bene ai nostri iscritti, che fino a prova contraria sono operai, impiegati, pensionati giovani precari eccetera, non si vede perché non vada bene a Diliberto o a Mussi. E’ come accusarci di non saper tutelare i nostri iscritti”.

Con questo crocicchio di “riserve”, tuttavia, rischia di cadere il Governo rischia di cadere prima che il Parlamento converta in legge il protocollo.

“Il che sarebbe una sciagura. Ribadisco: la politica si sta intromettendo nel sindacato.
Peggio: sta giocando sulla nostra pelle una partita che coi problemi della gente non c’entra assolutamente nulla”.

Quale sarebbe la prima conseguenza di una crisi dell’esecutivo?

“Che dal primo gennaio scatterebbe la Legge Maroni, e via con lo scalone. Più ancora, tutte le conquiste che sono illustrate in questo numero speciale di Brescia Cisl resterebbero lettera morta. Chiffon de papier, appunto”.

Quindi?

“Quindi ognuno si assuma le proprie responsabilità.
Noi della Cisl lo abbiamo fatto, e senza riserve. Ma se la nave non andrà in porto, sarà bene sapere chi dovremo ringraziare”.

Torniamo ai Sindacati. Che segnale lancia, la Cgil, avanzando le sue riserve?

“All’interno della Cgil la discussione è molto forte, e il vero nodo è sulla contrattazione decentrata. Per molti di loro è una specie di eresia. Evidentemente pesano certi retaggi culturali”.

Mentre per voi rappresenta un traguardo.

“Parto da un esempio che ci tocca da vicino: qui a Brescia i salari sono medio-bassi, tra i più bassi della Lombardia, mentre il costo della vita è medio-alto. Di contro, nella fase attuale, i lavoratori coinvolti nella trattativa di secondo livello sono decisamente pochi.

I più, dispersi in un tessuto di piccole e medie imprese, sono costretti ad affidarsi al paternalismo padronale. Se vogliamo uscire da questo stallo, è proprio sulla trattativa territoriale che dobbiamo fare leva”.

Cosa vorrebbe dire agli imprenditori bresciani?

“Quel che direi a tutti gli imprenditori: di non guardare sempre e solo a quanto entra nelle loro tasche, ma di guardare i provvedimenti anche in funzione del valore sociale che questi rappresentano”.

Sì, ma ai bresciani in particolare?

“Aggiungerei di mettere la produttività al centro delle relazioni industriali e aprire la contrattazione al livello decentrato, dove il miglioramento della produttività può essere distribuito e dove si realizza la partecipazione dei lavoratori a vantaggio loro e dell’impresa”.

Il Protocollo, in un certo senso, avvia il motore del decentramento. Vi sono molti altri aspetti di quel documento da considerare con favore. Alle pensioni più povere, ad esempio, arriva una boccata d’ossigeno.

“La Cisl considera da anni una priorità la rivalutazione delle pensioni. Anche qui voglio giocare in casa. A Brescia l’Inps eroga 339.614 pensioni. Quelle sotto i 500 euro sono il 49,4 per cento. Le percentuali spesso sono un po’ aride, se non vengono tradotte in esseri umani. Ci provo: se l’aritmetica mi assiste, il 49,4 per cento di 339.614 fa 167.769 persone che, se non hanno qualche risparmio da parte o se non vincono al totocalcio, sono condannate alla fame.

Più in generale, viene rivalutato l’intero sistema pensionistico.

“Sì, e con una premessa importante: la logica non è assistenziale (all’assistenza sono dedicate apposite voci) perché il criterio dell’aumento è quello dei contributi versati. Il che, tra l’altro, spiega la distinzione fra lavoratori dipendenti e autonomi”.

Le pensioni, però, sono ferme dal 1993, con una perdita del potere d’acquisto che si è stimata del 30 per cento.

“Ci arrivo. L’accordo prevede infatti molti interventi importanti a partire dalla perequazione dal 90 al 100 per cento rispetto all’inflazione per le pensioni da tre a cinque volte il minimo e un tavolo confronto con il Governo per la rivalutazione, in occasione delle leggi finanziarie, che tenga conto dell’andamento dell’economia. Anche i pensionati, in sostanza, si agganciano alla ricchezza del Paese. Li considero risultati di assoluto rispetto”. Per le pensioni di basso importo è prevista, per l’anno in corso, l’erogazione di una somma una tantum il cui importo è legato all’anzianità contributiva differenziata tra dipendenti ed autonomi.

Così come, a partire dal 2008, queste pensioni verranno aumentate utilizzando gli stessi criteri dell’anzianità contributiva, differenziata tra lavoratori e dipendenti autonomi.

Dalle pensioni ai salari. Migliorano anche quelli?

“Senza dubbio. Abbiamo creato i presupposti per migliorarli con lo sviluppo della contrattazione integrativa su flessibilità del lavoro e sugli incrementi di produttività.

Abbiamo coniugato competitività ed equità sociale. La decontribuzione (da tre a cinque punti percentuali) e la detassazione dei premi di risultato sono fattori legati alla performance dell’impresa. Così come la cancellazione della sovracontribuzione del lavoro straordinario, fatta salva ovviamente la retribuzione maggiorata”.

Il tema dello straordinario somiglia molto a una patata bollente.

“In parte è vero. E proprio per questo voglio precisare che il ricorso allo straordinario per fronteggiare le punte produttive non è alternativo all’occupazione, è una flessibilità che aiuta la competitività aziendale, ed è vantaggiosa sul piano salariale per i lavoratori.

Per noi il vincolo resta la contrattazione”.

Questo pacchetto piace anche agli industriali.
E’ una colpa?

“Per qualcuno sì, per noi no. Sarebbe quanto meno curioso che si chiamassero gli industriali alla trattativa, si chiedesse anche la loro firma, e non si concedesse qualcosa…”.

Non abbiamo ancora parlato dei giovani.
Vi si accusa di tutelare solo chi è già tutelato, e di far pagare proprio ai precari il conto del protocollo
.

“Questa, mi scusi il linguaggio franco, è una di quelle fesserie che a forza di circolare rischiano di diventare luoghi comuni.

Chi le alimenta, o parla a vanvera, o mira soltanto a screditare il sindacato, e quindi è in malafede. Chi avrà la pazienza di sfogliare questo giornale, e leggere il testo dell’accordo, troverà una serie davvero rilevante di provvedimenti a vantaggio dei giovani”.

Anche in campo previdenziale? Il dramma delle nuove generazioni è che versano pochi contributi con lavori a singhiozzo.
Il rischio è quello di una pensione ridicola.

“Il rischio “era” di trovarsi come dice lei. Perché proprio la centralità della condizione previdenziale dei giovani è stato il punto fermo della Cisl. Cito solo la copertura previdenziale figurativa e la totalizzazione dei versamenti contributivi, che oggi si disperdono in mille rivoli. Potrei continuare, ma temo che lo spazio sia tiranno…”.

Lo temo anch’io. Anche perché dobbiamo, a questo punto, tentare un giudizio complessivo sull’accordo.

“Il nostro giudizio, decisamente positivo, non può che fare riferimento al confronto con la piattaforma sindacale unitaria di febbraio, alle sue priorità, alle nostre sottolineature nella sua impostazione e lettura, esplicitate anche nella riunione unitaria dei delegati svoltasi alla camera di Commercio di Brescia dello scorso 15 marzo con una relazione introduttiva di Dino Greco, all’epoca segretario generale della Camera del Lavoro, alle condizioni politiche in cui si è sviluppato il negoziato di concertazione”.

Concertazione… sembrava una parola un po’ in disuso.

“Invece è tornata attuale. Mi è sembrato di tornare al protocollo Ciampi del 23 luglio (guarda caso, la stessa data) 1993. Dopo quattordici anni la concertazione rivive, acquisendo a lavoratori e pensionati una quantità rilevante di risorse, oltretutto senza termini di scambio”.

Che significa?

“Che una volta tanto riceviamo senza che in cambio ci vengano chiesti sacrifici”.

Concludiamo con settembre, quando si apriranno le consultazioni coi lavoratori.

“La fermo subito. In settembre potrebbe esserci una grande consultazione unitaria se si verificassero le condizioni politiche. La premessa, in altri termini, è un documento unitario concordato per un sì o per un no sull’accordo complessivo del 23 luglio, così come si fece con la riforma Dini nel 1995”.

Senza riserve?

“Senza riserve. Ma, viste le condizioni che si sono determinate, a seguito del documento approvato dall’assemblea dei delegati della Cgil bresciana, ciò sarà particolarmente difficile, se non impossibile.

Al segretario generale della Cgil bresciana, Marco Fenaroli, vorrei dire che anche con questo accordo restano problemi aperti, che però vanno affrontati senza vecchie pregiudiziali ideologiche, ma facendo vivere i primi risultati di questa trattativa”.

Quindi cosa farete?

“Per conoscere il da farsi attendiamo comunque di conoscere la decisione che assumeranno i tre comitati esecutivi unitari nella prevista riunione di settembre. Del resto, a quei politici, e ce ne sono, che ci spiegano che l’intesa dev’essere votata dai lavoratori, rispondiamo di preoccuparsi delle cose che devono fare loro, perché quello che dobbiamo fare noi, Cisl, nel rapporto con i nostri iscritti, e con il resto dei lavoratori e dei pensionati, lo sappiamo bene. C’è posto per una piccola aggiunta?”

Se è piccola, aggiunga.

“Buone vacanze a tutti i nostri amici iscritti. Riposiamoci un po’. A settembre ci sarà molto da fare”.

Questa intervista apre il numero speciale di BresciaCisl sull’accordo del 23 luglio. Clicca qui per scaricare il PDF

CONTRATTO PER IL TURISMO

Inserito in Contratti, Turismo, UST da UST, 1 agosto 2007

Trentamila. Tanti sono i lavoratori bresciani interessati dal rinnovo del Contratto nazionale di lavoro per il turismo firmato a Roma nella notte tra il 26 ed il 27 luglio. L’accordo è stato raggiunto dopo una articolata trattativa che ha posto fine ad una vacanza contrattuale di 19 mesi. L’intesa verrà ora sottoposta all’approvazione di circa un milione di lavoratori in tutta Italia.

In un Paese come l’Italia in cui una buona fetta dell’economia ruota attorno al turismo, l’importanza del rinnovo contrattuale di settore è del tutto evidente.

Non meno rilevante lo è per Brescia e la sua provincia che ha una storica e sempre vivissima vocazione turistica. Ma a godere del rinnovo contrattuale non saranno solo i dipendenti di alberghi, ristoranti, bar e campeggi, ma anche particolari categorie di lavoratori ai quali si applica questa normativa, ad esempio coloro che prestano la loro opera nelle mense aziendali e scolastiche.

Il primo motivo per il quale FILCAMS Cgil, FISASCAT Cisl e UILTUC Uil esprimono una valutazione positiva è il fatto che la firma dell’ipotesi di intesa è avvenuta in tempo utile per far rientrare nell’accordo, soprattutto quello economico, anche i lavoratori stagionali. La seconda è relativa al superamento delle frammentazioni datoriali che hanno portato le organizzazioni sindacali a dichiarare più di una mobilitazione.

L’ipotesi di accordo prevede un aumento pari a 135 euro (che sarà erogato in quattro trance a partire dal mese di luglio 2007 per arrivare all’ultima nel luglio 2009) e di una tantum di 350 Euro (160 nel mese di agosto 2007 e 190 a febbraio 2008). Novità importanti riguardano la regolamentazione della terziarizzazione del lavoro, dove sino ad oggi le aziende, soprattutto alberghiere, agivano unilateralmente e senza regole, e il part time, con l’inserimento di contratti week end per gli studenti. E’ stato regolamentato inoltre anche l’apprendistato per l’intero settore secondo la normativa vigente. Molto significativo il capitolo contrattuale sull’assistenza sanitaria, con la parificazione delle prestazioni tra lavoratori a tempo pieno e lavoratori a tempo parziale: dal prossimo anno otterranno rimborsi in egual misura per le spese sanitarie sostenute.

Un’estate di lavoro, quella che attende gli addetti del settore turistico, sicuramente un poco più serena di quel che si prospettava all’inizio, grazie alla firma di una ipotesi contrattuale con novità e conferme importanti che contiene risposte significative ad una straordinaria molteplicità di tipologie lavorative.

CGIL CISL E UIL SULL’AEROPORTO BRESCIANO

Inserito in Trasporti, UST da UST, 1 agosto 2007

L’Aeroporto di Brescia – Montichiari è strategico per lo sviluppo dell’economia bresciana. Per questa ragione Cgil, Cisl e Uil riconfermano il giudizio positivo sul mantenimento della struttura e sulla necessità di fare ogni sforzo perché la concessione ministeriale sia affidata ad un consorzio bresciano e non più alla società di gestione dell’Aeroporto di Verona. Le Organizzazioni sindacali bresciane prendono così nuovamente posizione sul futuro dello scalo aeroportuale bresciano. Con una sottolineatura rivolta alle Istituzioni della città e della provincia: “siamo convinti della necessità di un intervento istituzionale fortemente coordinato per un piano territoriale strategico che faccia uscire dalla incertezza ed eviti la dispersione delle potenzialità già verificate”.

Leggi il documento di CGIL CISL UIL di Brescia

FONDI PENSIONE. HA ADERITO IL 35% DEI LAVORATORI

Inserito in TFR, UST da UST, 1 agosto 2007

Le nuove adesioni esplicite ai fondi attraverso il versamento del Tfr sono state nei primi sei mesi dell’anno 727.000. Lo ha annunciato il ministro del Lavoro, Cesare Damiano, spiegando che a queste dovrebbero aggiungersi quelle tacite pari a circa il 10-15% dei lavoratori dipendenti (1,2 milioni se si considera il 10% di 12,2 milioni di lavoratori dipendenti). Secondo Damiano si tratta di un “successo” e porta il numero degli iscritti ai fondi a circa il 34-35% dei lavoratori dipendenti. “Il 40% di adesioni rispetto ai lavoratori dipendenti che ci eravamo dati come obiettivo – ha spiegato Damiano – è raggiungibile”. In pratica agli oltre 2 milioni di lavoratori dipendenti già iscritti ai fondi pensione si aggiungono 727.000 nuovi iscritti grazie all’adesione esplicita (155.000 nuove adesioni ai Pip, 200.000 nuovi iscritti ai fondi aperti e circa 372.000 nuovi iscritti ai fondi negoziali). A questi si aggiungeranno ancora, secondo le previsioni del ministero, circa 1,2 milioni di lavoratori grazie al silenzio-assenso se la percentuale si fermerà al 10% dei lavoratori dipendenti. (Ansa)

“Anche in Italia la previdenza complementare sta diventando una realtà” Così il segretario generale aggiunto della Cisl, Pier Paolo Baretta, commenta i dati diffusi dal ministero e dalla Covip sulla previdenza complementare. “Viene confermato il trend positivo di adesioni e il probabile raggiungimento degli obiettivi prefissati”. Inoltre, l’accordo con il Governo permetterà ai giovani di avere le pensioni pari a circa il 60% dell’ultima retribuzione. Si configura, conclude, “una prospettiva di garanzie accettabili, soprattutto a fronte di un mercato del lavoro così volubile e di un attesa di vita per fortuna sempre più lunga”. (ildiariodellavoro.it)