Diario Sindacale


GRAVE DECISIONE DEL GOVERNO SULLA SANITA’

Inserito in Governo, Sanità, UST da UST, 29 luglio 2008

Cgil Cisl Uil considerano gravissima la decisione del Governo, giustificata da Palazzo Chigi con i rilievi della Corte dei Conti relativi alla copertura finanziaria, di revocare per alcune prestazioni sanitarie il decreto sui livelli essenziali di assistenza. Un comunicato dei sindacati confederali della Lombardia denuncia la situazione che si verrà a creare con questo provvedimento. La Conferenza delle Regioni unitamente a Cgil Cisl Uil, avevano chiesto di aprire un confronto per valutare come superare i rilievi avanzati dalla Corte, ma il Governo ha deciso invece di cancellare un provvedimento che migliora la tutela della salute per tutti i cittadini del nostro paese. E’ evidente che non si vuole trovare una soluzione per confermare le modifiche ai livelli essenziali di assistenza, che avevano innovato e aggiornato molte prestazioni sanitarie, tra le quali quelle per la non autosufficienza, le nuove protesi per i disabili, le nuove esenzioni per malattie croniche, le cure odontoiatriche per indigenti e minori. Questa decisione del Governo, che si aggiunge ai tagli dei finanziamenti previsti nella manovra finanziaria, aggrava le preoccupazioni per le sorti di un sistema delicatissimo come quello sanitario. Il Sindacato, così come stanno facendo le Regioni e i Comuni, manifesta tutte le sue contrarietà e chiede la modifica di questi provvedimenti ingiusti.

CARO MINISTRO, COSI’ PROPRIO NON VA!

Inserito in Brescia, Immigrazione, UST da UST, 28 luglio 2008

Caro Ministro, così proprio non va! Cgil Cisl e Uil accolgono il Ministro dell’Interno Roberto Maroni, in visita oggi pomeriggio a Brescia, con una lunga lettera sulle molteplici difficoltà che lo Stato crea ad immigrati e imprese. “Il sistema di norme e pratiche per i rinnovi dei permessi di soggiorno mette in serie e continue difficoltà sia i cittadini immigrati regolari, sia le imprese delle quali sono dipendenti – spiegano i Sindacati – perché senza permesso di soggiorno è impossibile perfezionare la pratica di assunzione, iscriversi all’anagrafe, al Servizio Sanitario, fare la patente di guida, ritornare al proprio Paese e poi tornare in Italia”.

Sono problemi legati ad un eccesso di burocrazia punitiva, ad una carenza degli organici mai sanata adeguatamente, ad un sistema flussi incapace di soddisfare le reali esigenze di una realtà economica e produttiva come quella bresciana, ma anche quelle di una società sempre più anziana in cui le badanti straniere costituiscono una risorsa irrinunciabile, anche per la supplenza al sistema di welfare pubblico che le famiglie si sono dovute inventare.

Nella lettera consegnata a Maroni e distribuita a tutti i passanti, Cgil Cisl e Uil di Brescia esprimono contrarietà all’introduzione del reato di clandestinità, che verrebbe punito con il carcere, come all’aggravante di clandestinità. Ma il sindacato manifesta anche “timori attorno a pratiche di controllo eccessive ed invasive della libertà individuale e della inviolabilità della persona, oltre che del domicilio, o il ripetersi, senza specifici motivi di allarme, di controlli dei luoghi pubblici frequentati dagli immigrati, soprattutto dei luoghi di preghiera”.

“Confidiamo nella sua attenzione a queste note – conclude la missiva di Cgil Cisl e Uil – che crediamo utili a ricercare e ad individuare risposte concrete a problemi rilevanti per tutta la società bresciana”.

La lettera di Cgil Cisl Uil Brescia al Ministro Maroni

MODELLO CONTRATTUALE: TRATTATIVA PIU’ SERRATA

Inserito in Contratti, UST da UST, 25 luglio 2008

Primi progressi, primi segnali concreti di avvicinamento nel confronto Sindacati-Confindustria sulla riforma del sistema contrattuale. L’incontro di ieri ha avuto esiti positivi. E’ stato deciso di presentare al Governo un avviso comune in cui le parti chiederanno la detassazione e la decontribuzione in forma strutturale del secondo livello di contrattazione. E sono stati fissati tempi più serrati per la trattativa: una riunione a carattere tecnico questa mattina sul tema dell’indice di inflazione, un incontro il 29 luglio dedicato alla contrattazione integrativa e al sistema perequativo per i lavoratori privi di contrattazione di secondo livello, infine il 31 luglio una riunione plenaria con la partecipazione dei vertici, dove si trarranno le conclusioni di questa prima fase del negoziato e si programmerà la seconda, quella da chiudere il 30 settembre. Nell’incontro di ieri si è anche continuato a discutere dell’indice di inflazione, su cui le posizioni sembrano meno distanti. L’ipotesi resta quella dell’indice dei prezzi al consumo armonizzato per i Paesi della Ue, con la Confindustria disponibile a prendere come riferimento le previsioni della Commissione Ue per il biennio e non più, come aveva detto, il quinquennio precedente, ma ha ribadito la richiesta di depurare dall’indice l’inflazione importata, cioè energetici e alimentari. Richiesta alla quale Cisl e Uil non si oppongono ma la Cgil sì. Al termine dell’incontro, un coro di dichiarazioni soddisfatte. Alberto Bombassei, vicepresidente di Confindustria, ha detto che tutto era andato bene, che si aspetta, nell’incontro del 31, una intesa sui principi e che alla fine di settembre bisogna chiudere. Raffaele Bonanni, segretario generale della Cisl, ha insistito anch’egli sulla data del 30 settembre ”perché Tremonti deve inserire in Finanziaria il raglio delle tasse”. Guglielmo Epifani, segretario generale della Cgil, ha constatato l’eistenza di un impegno reale sul merito e della comune volontà di continuare a lavorare, anche se rimangono divergenze. Luigi Angeletti, segretario generale della Uil, ha confermato la convinzione che l’intesa sia indispensabile e dichiarato che la trattativa è ”in una fase seria”.(www.ildiariodellavoro.it)

MOBILITA’ AL PASTIFICIO PAGANI: INIZIA IL CONFRONTO

Inserito in Fai, UST da UST, 25 luglio 2008

Prenderà il via giovedì prossimo, 31 agosto, il confronto tra la direzione aziendale del Pastificio Pagani di Rovato e i rappresentanti sindacali di Fai Cisl e Flai Cgil. Il tema centrale è la richiesta di mobilità per 40 dipendenti formalizzata dall’azienda con una comunicazione alla Rappresentanza Sindacale Unitaria, ai sindacati di Categoria e ad Apindustria. Il Pastificio Pagani motiva la richiesta di mobilità facendo riferimento “alle turbolenze del mercato, alla crescita dei costi delle materie prime” e più in generale alla debolezza del settore alimentare. “Sono problemi oggettivi – spiega Daniele Cavalleri, Segretario della Fai Cisl – ai quali però non si può rispondere semplicemente con un taglio agli organici. Vogliamo conoscere quale piano industriale l’azienda intende mettere in campo per superare le difficoltà, quali strategie intende adottare, quale coinvolgimento chiede ai lavoratori. Il tutto, ovviamente, in un percorso di accompagnamento e di ricollocazione al lavoro degli esuberi che al termine della trattativa dovessero essere confermati”

PUBBLICO IMPIEGO: OLTRE 3000 AL PRESIDIO DI STAMANE

Inserito in Manifestazioni, Pubblico impiego, UST da UST, 24 luglio 2008

Oltre 3000 lavoratori hanno preso parte questa mattina nel centro di Brescia al presidio promosso dalle Categorie del Pubblico Impiego di Cgil Cisl e Uil con il sostegno e l’adesione delle strutture confederali territoriali. Una manifestazione con una partecipazione importante, a sottolineare la gravità delle decisioni del Governo rispetto al pubblico impiego, dalla normativa ad hoc sulla certificazione di malattia frutto del peggiore qualunquismo e della pervicacia volontà del Ministro Brunetta di agitare la bandiera del populismo, fino al disegno di legge che minaccia i livelli salariali acquisiti. Sullo sfondo la chiara mancanza di volontà del Governo di non andare al rinnovo del contratto del pubblico impiego, visto che l’accantonamento previsto in Finanziaria è del tutto insufficiente. I lavoratori pubblici hanno risposto stamattina con forza a queste ipotesi spiegando con un volantinaggio ai cittadini che le questioni dell’efficienza e della funzionalità degli uffici pubblici non è dei cosiddetti “lazzaroni”, che non è difficile trovare anche in altri ambiti produttivi, ma di chi dovrebbe mettere in condizioni gli uffici di lavorare al meglio e non lo fa, vale a dire il Governo centrale. Basta demagogia, hanno detto in sostanza questa mattina i lavoratori, prima in piazza e poi nell’incontro con il Prefetto al quale hanno rappresentato tutto il loro disagio e la loro preoccupazione. Il corteo dei lavoratori si è mosso da Largo Formentone, a ridosso del palazzo municipale di Brescia, e sfilando nella centralissima via  X Giornate, Corso Zanardelli e Via Mazzini è arrivato in Piazza Paolo VI sostando all’esterno della Prefettura. La delegazione ricevuta dal Prefetto era composta dai Segretari generali di Cgil Cisl e Uil e dai Segretari generali del pubblico impiego e della scuola delle tre sigle sindacali. Nell’incontro sono stati consegnati dei documenti che il Prefetto si è impegnato a trasmettere a Palazzo Chigi.

Clicca qui per leggere il testo dell’intervento del Segretario generale della Cisl

Guarda le immagini della manifestazione 

INFLAZIONE: CONTO SALATISSIMO PER I PENSIONATI

Inserito in Pensionati, UST da UST, 24 luglio 2008

Il potere d’acquisto dei pensionati continua ad essere eroso sempre più pesantemente dall’inflazione e dal fisco. Dall’autunno del 2007 si sono registrate continue accelerazioni dell’inflazione, prodotte da sostenute crescite dei prezzi sui beni e sulle tariffe. E’ quanto emerge con chiarezza da una analisi del Sindacato Pensionati della Cisl che ha presentato la ricerca ieri a Roma. L’Indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (NIC), su base annua, è passato dal 2,3%, di ottobre 2007, al 3,8% di giugno 2008: una vera e propria fiammata del carovita, che si ripercuote in particolare sui percettori di redditi bassi e medio bassi, che includono la maggior parte dei pensionati. I maggiori incrementi su base annua si sono registrati a giugno sui capitoli di spesa relativi ai prodotti alimentari e bevande analcoliche (+6,1%), su quelli relativi all’abitazione, acqua, elettricità e combustibili (+7,2%) e su quelli relativi ai trasporti (+6,9%), con rincari annuali particolarmente accentuati su alcune voci relative ai prodotti alimentari (ad esempio +13% sul pane, +22,3% sulla pasta, +8,8% sul latte, ecc.), ma anche sulla benzina verde (+ 12%), sul diesel (+31%), ecc. A fronte del drammatico impoverimento delle famiglie a basso e medio reddito il governo sfugge dalle proprie responsabilità e scarica su lavoratori e pensionati il costo del risanamento del debito pubblico, indicando per il rinnovo dei contratti dei lavoratori un tasso d’inflazione inaccettabile pari all’1,7% ; e per i pensionati più poveri va a riesumare quella che sembra una elemosina di Stato, la “social card” della povertà. Circa una riduzione in tempi brevi della pressione fiscale sotto il 43% del pil, una delle tante promesse elettorali, purtroppo, si dovrà attendere qualche anno: nel Dpef 2009-2013 la pressione fiscale viene stimata: al 43% del pil nel 2008 e 2009; al 43,2% nel 2010; al 43,1% nel 2011 e nel 2012; solo nel 2013 è prevista scendere al 42,9%. La salvaguardia del potere d’acquisto delle pensioni – conclude Loschi – era ed è uno degli obiettivi prioritari del Sindacato Pensionati della Cisl, che su questa linea continua la sua lotta a tutela delle famiglie richiedendo al Governo l’attuazione di interventi strutturali, più rapidi e incisivi, anche sul fisco e sull’inflazione. Accanto all’azione a livello nazionale i sindacati dei pensionati stanno comunque animando un’azione di vertenzialità territoriale con gli amministratori regionali e locali. (www.cisl.it)

TORNA LA CRISI NELL’INDUSTRIA MECCANICA?

Inserito in Industria, UST da UST, 23 luglio 2008

Diecimila lavoratori a rischio nell’industria metalmeccanica lombarda. Il preoccupato allarme è della Fim Cisl regionale che questa mattina a Milano, nel corso di una conferenza stampa, ha presentato il rapporto semestrale sulle situazioni di crisi in Lombardia. I dati evidenziano una sensibile crescita del numero di aziende in crisi e dei lavoratori metalmeccanici coinvolti. Le procedure di mobilità sono in aumento del 44%, la cassa integrazione del 48%, la cassa ordinaria del 24%. Complessivamente sono 327 le aziende in difficoltà. Insomma, si riaffaccia la crisi in un settore che nella nostra Regione da lavoro a 550mila addetti in 5.700 aziende industriali. Tra i dati che motivano la forte preoccupazione sindacale anche il calo del ricorso al lavoro straordinario e lo stop alle assunzioni.

Scorporando i dati provincia per provincia, il maggior numero di aziende in crisi (107) si trova nel territorio milanese, con 2.588 lavoratori coinvolti. Seguono la Brianza (37 aziende, 1.137 lavoratori), Lecco (31 aziende , 993 lavoratori), Pavia (31 aziende, 919 lavoratori), Varese (27 aziende, 519 lavoratori). A Brescia  le aziende in crisi sono 25 con 1.717 addetti, a Bergamo (22 aziende, 1.432 lavoratori), a Legnano-Magenta (14 aziende, 797 lavoratori), Mantova (12 aziende, 434 lavoratori), Cremona (8 aziende, 523 lavoratori) e Como (8 aziende, 495 lavoratori). Il rapporto non ha rilevato nel primo semestre dell’anno situazioni di crisi in provincia di Sondrio e in Vallecamonica.

LA CISL IN PIAZZA CON IL PUBBLICO IMPIEGO

Inserito in Manifestazioni, UST da UST, 22 luglio 2008

La manifestazione sindacale indetta per giovedì 24 luglio dalle Categorie del pubblico impiego ha il sostegno e l’adesione di tutta la Cisl bresciana. “Le decisioni assunte dal Governo verso i lavoratori pubblici sono ingiuste e penalizzanti – spiega il Segretario generale della Cisl Renato Zaltieri – risultato di una campagna ormai insopportabile contro il pubblico impiego. Alimentando qualunquismo e denigrazione il Governo evita di rispondere alle questioni vere sulle quali il pubblico impiego aspetta risposte da molti, troppi mesi, compresa quella dell’insufficienza delle risorse per il rinnovo dei contratti di lavoro”. La Cisl sottolinea un forte dissenso sulle norme che intervengono su condizioni normative e salariali del pubblico impiego appartenenti alla autonomia della contrattazione, tagliano sommariamente gli organici senza un serio processo di riorganizzazione delle amministrazioni, intervengono sul settore senza riconoscerne la specificità della sua articolazione territoriale riducendo così gli sforzi per l’efficienza a semplici proclami. Alle questioni di sostanza si aggiungono anche quelle di metodo. Le scelte del Governo, assunte senza alcun confronto anche quando riguardano direttamente questioni di lavoro regolate dalla contrattazione, appaiono così contraddittorie da rischiare d’avere ricadute di lungo periodo sulla qualità e le prestazioni di tutto il servizio pubblico, incentrate come sono sui tagli alla spesa per la sicurezza, la sanità, l’istruzione, senza dimenticare la contrazione dei trasferimenti agli enti locali che mettono in ginocchio il sistema di welfare decentrato.

Sostenendo l’iniziativa delle Categorie del pubblico impiego, la Cisl bresciana sottolinea anche la necessità che sia fatta chiarezza, rispetto alle Regioni e alle Autonomie locali, sulle competenze e sulle responsabilità del prelievo fiscale e della spesa, sulla perequazione solidale responsabile ed efficiente: queste sono le risposte che il Governo dovrebbe dare per assicurare a tutti i cittadini il reale esercizio dei diritti sociali fondamentali. Invitando tutti i lavoratori e i cittadini ad unirsi alla protesta di giovedì 24 (presidio in Piazza Rovetta dalle 10 alle 12 con volantinaggio e incontro con il Prefetto), la Cisl bresciana ritiene che se non interverranno modifiche e correzioni all’impostazione generale e alle singole norme sul pubblico impiego varate dal Governo, saranno inevitabili nuove iniziative di lotta.

CONTRATTO TERZIARIO: ACCORDO SEPARATO

Inserito in Contratti, UST da UST, 21 luglio 2008

E’ stata raggiunta l’intesa con la Confcommercio per il rinnovo del contratto di lavoro del terziario, sottoscritta dalla Fisascat Cisl e dalla Uiltucs Uil, mentre la Filcams Cgil non ha firmato. Il modello contrattuale prevede innovazioni per il sistema degli appalti con l’introduzione del Durc, documento unico di regolarità contributiva, per l’apprendistato con l’innalzamento della percentuale di conferma dal 70% all’80% e il riconoscimento dell’assistenza e della previdenza integrativa. L’orario minimo del part-time aumenta da 16 a 18 ore nelle aziende con più di trenta dipendenti, mentre per i contratti a tempo determinato si considera superato il periodo di prova nel caso di reiterazione del contratto a termine. È prevista anche la soluzione definitiva del tema relativo alle rappresentanze sindacali unitarie e al potenziamento degli enti bilaterali. Per le gravi malattie: aspettativa non retribuita di 12 mesi oltre il periodo di comporto. L’intesa stabilisce che il lavoro domenicale è di competenza del secondo livello di contrattazione territoriale o di azienda e decide: trascorsi inutilmente 4 mesi di confronti decentrati si applica un regime transitorio specifico che, salvo raggiungimenti di accordi di secondo livello, prevede un aumento della retribuzione nelle domeniche del 30% e una rotazione dell’impegno tre tutti i dipendenti. Il risultato del negoziato, come afferma la Fisascat Cisl porta anche “ad un soddisfacente risultato salariale” di 150 euro al quarto livello a regime, che significa distribuire nei quattro anni di validità del contratto un salario complessivo superiore a 4.000 euro per lavoratore.

(www.ildiariodellavoro.it)

FATTURAZIONI A2A:IL SINDACATO CHIEDE GARANZIE

Inserito in UST da UST, 18 luglio 2008

CGIL CISL UIL esprimono preoccupazione la notizia apparsa in questi giorni sulla stampa nazionale sotto il titolo Vertici A2A sotto indagine, con le accuse formulate dalla Procura di Milano che vanno: dalla truffa aggravata, all’ostacolo delle operazioni degli organismi di controllo e vigilanza, fino alla violazione fiscale in materia di accise, il tutto per essere a conoscenza di fatturazioni gonfiate del 15% riguardo all’erogazione del gas, seppure, da ciò che risulta, è’ una vicenda che concerne la vecchia municipalizzata milanese.

La nostra preoccupazione è dovuta principalmente a due questioni:

La prima è che sia i vertici bresciani della Società, come del resto il Comune di Brescia quale azionista di maggioranza, non hanno tranquillizzato gli utenti bresciani riguardo la strumentazione per la misurazioni dei consumi e se quelli utilizzati escludono quello che è successo a Milano;

La seconda riguarda le ricadute economiche e penali che potrebbero essere molto gravi in relazione a questa inchiesta, anche per quanto riguarda A2A visto che i vertici di Aem sono ora al comando della nuova società.

Inoltre, al fine di tranquillizzare e garantire gli utenti, chiediamo vengano attivate, senza spese per gli utenti, le opportune verifiche su tutti i contatori in esercizio.

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