Diario Sindacale


TUTTE LE NOVITA’ IN TEMA DI SICUREZZA SUL LAVORO

Inserito in Salute,Sicurezza,UST da UST, 28 agosto 2008

Salute e sicurezza sul lavoro sono regolate da nuove norme di legge. Molte le novità. Tra le più significative il ruolo dei Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza e il tema della valutazione dei rischi. Per un aggiornamento sul contenuto dei nuovi provvedimenti di legge, la CISL di Brescia ha organizzato tre seminari di approfondimento sulle recenti novità legislative. Destinatari privilegiati sono i dirigenti e gli operatori sindacali, i Rappresentati dei Lavoratori per la Sicurezza e i delegati aziendali. I tre seminari, in calendario il 12 settembre, 17 ottobre e 14 novembre, si svolgeranno nella sede della Cisl di Brescia in via Altipiano d’Asiago,3.

Da questo link possibile scaricare la locandina con i temi e relatori dei seminari.

Per informazioni: 030 3844717

QUANDO GLI IMMIGRATI FANNO IMPRESA

Inserito in Immigrazione,UST da UST, 27 agosto 2008

Sono Lombardia, Toscana, Emilia-Romagna, Veneto e Lazio le regioni in cui si registra la presenza maggiore in termini assoluti di imprese immigrate: in queste cinque regioni si concentra infatti il 57% di tutte le imprese con titolare non europeo.

E’ quanto rivela una ricerca Unioncamere che, alla fine di giugno, ha registrato la presenza in Italia di 234.175 imprese individuali con titolare immigrato da Paesi non Ue (+84,3% rispetto a giugno del 2003), corrispondenti in valore assoluto ad una crescita dell’imprenditoria immigrata di 107.111 unità in cinque anni.

La Cina è ai vertici nella gara tra gli imprenditori immigrati che operano in Italia per numero di settori presidiati: sono loro, infatti a primeggiare in 6 su 20 dei principali settori economici in cui, nel nostro Paese, risultano operanti imprenditori immigrati.

In questa rincorsa ad aprire un’attività nel nostro Paese, gli eredi del celeste impero hanno dato ottima prova della loro capacità di penetrazione sia settoriale che territoriale: presenti in tutte le 104 province italiane con 31.355 attività (dalle 3.329 di Prato alle sole 5 di Rieti), i cinesi sono leader nel commercio all’ingrosso, nei ristoranti, nella confezione di vestiario, nell’industria tessile, nella fabbricazione di gioielli e bigiotteria e nella lavorazione del cuoio.

Al secondo posto dell’ideale medagliere tra imprese c’e’ il Marocco (primatista in 5 settori) che però, con poco più di 40mila piccole imprese, può vantare la comunità d’affari straniera in assoluto più numerosa attiva nel nostro Paese, anch’essa distribuita in tutte le province (da Torino, dove hanno sede 3.142 attività, fino alla piccola Enna, dove operano in 10). Le specialità imprenditoriali in cui primeggiano i marocchini vanno dal commercio al dettaglio ai trasporti, dai servizi alla persona a quelli postali e di telecomunicazione, alla fabbricazione di prodotti in metallo.

La sorpresa e’ la Serbia, con 3 primi posti. Nonostante possano contare solo su 8.034 attività (settimi nella classifica assoluta per numero di imprese), gli imprenditori originari dello Stato della ex-Jugoslavia sono i più numerosi tra i riparatori di auto e moto, nelle attività a supporto dell’intermediazione finanziaria e nello sport e cultura.

La ricerca – spiega Unioncamere – conferma come l’imprenditoria immigrata sia un fenomeno di crescente rilievo nella trasformazione del tessuto imprenditoriale del Paese, soprattutto  alla luce della storica tendenza alla contrazione del numero delle piccole imprese individuali, di cui a fine giugno scorso rappresentavano il 6,8%. Dal 2003, infatti, il saldo di questa che e’ la forma giuridica più semplice (spesso l’altra faccia della ricerca di un lavoro che si trasforma in autoimpiego), e’ diminuito di 11.727 unità: se dal conteggio si escludono le imprese aperte nello stesso periodo da immigrati, il bilancio però sarebbe stato negativo per quasi 120mila imprese.

Osservando la distribuzione settoriale, emerge poi la concentrazione di queste imprese in settori tradizionali generalmente a basso o bassissimo costo di ingresso nel mercato e in cui si concentrano mestieri che molti italiani tendono ormai a scartare tra quelli desiderabili.

SCIOPERANO I LAVORATORI DI BIPOP E UNICREDIT

Inserito in Scioperi,UST da UST, 26 agosto 2008

Lunedì 1 settembre sciopererà il personale di Unicredit Banca (che ha complessivamente 24 mila dipendenti sparsi in 2.655 agenzie). La mobilitazione arriva dopo l’astensione dagli straordinari in corso da metà agosto. I sindacati contestano la riduzione degli organici, le mortificanti pressioni commerciali con vendita di prodotti standardizzati e il peggioramento dei servizi alla clientela. Nello stesso giorno sciopereranno anche i dipendenti di Bibop-Carire, banca controllata da Unicredit.

A Brescia i lavoratori del gruppo bancario sono complessivamente 1000,impiegati in 90 sportelli distribuiti su tutto il territorio provinciale.

TUTTI GLI UFFICI CISL HANNO RIPRESO L’ATTIVITA’

Inserito in Cisl Brescia,UST da UST, 25 agosto 2008

Tutti gli uffici della Cisl, dalla sede centrale di Brescia fino alle sedi decentrate di Chiari,Desenzano, Gardone V/T e Manerbio, cosi come in tutti i 18 recapiti Cisl distribuiti sul territorio, hanno ripreso oggi la normale attività dopo la tradizionale pausa estiva.

Attraverso il numero telefonico di centralino della Cisl bresciana, lo 030 3844511, è possibile contattare sia le Categorie di settore (agroindustria, tessile-chimico, bancari, costruzioni, metalmeccanici, commercio-servizi, telefonia-comunicazioni, trasporti, elettrici, pensionati, scuola, poste), sia tutti i servizi a disposizione dei lavoratori e dei cittadini (il servizio fiscale CAAF, il patronato INAS, l’Ufficio Vertenze, l’associazione consumatori ADICONSUM, lo sportello stranieri ANOLF, il sindacato inquilini SICET).

RIAPRIREMO IL 25 DI AGOSTO

Inserito in Cisl Brescia,UST da UST, 8 agosto 2008

Anche per la Cisl e per i suoi operatori le due settimane centrali del mese di agosto rappresentano il tradizionale periodo di pausa estiva.

Tutti  gli sportelli dei servizi Cisl per iscritti e cittadini (Patronato, Servizio fiscale, Associazione consumatori, Sportello Stranieri, Centro assistenza lavoro familiare, Ufficio Vertenze) riprenderanno regolarmente a partire da lunedì 25 agosto.

BRESCIA – AUSCHWITZ. PER NON DIMENTICARE

Inserito in UST da UST, 6 agosto 2008

“Se la memoria deve avere un futuro essa deve costruirsi di generazione in generazione assumendo il bene e il male del passato in un racconto in cui potersi riconoscere cittadini di pari dignità”.

Giunge quest’anno alla quinta edizione l’iniziativa intitolata “Un treno per Auschwitz”, un viaggio nella memoria della più grande tragedia del ventesimo Secolo.

OSWIECIM

La città polacca di Oświęcim venne occupata dalla Germania nella seconda guerra mondiale. Nel maggio 1940 i tedeschi costruirono un campo di concentramento che prese il nome tedesco di Auschwitz. Tra il maggio 1940 e il gennaio 1945 circa un milione e centomila persone morirono in quello che il regime hitleriano aveva eletto come luogo della “soluzione finale”: la deportazione e lo sterminio degli ebrei.

L’INIZIATIVA

La manifestazione si svolge per iniziativa di Cgil Cisl e Uil Brescia e con il patrocinio di Comune e Provincia, con la collaborazione delle Università bresciane (Cattolica e Statale), della Fondazione Calzari Trebeschi e dell’Archivio della Resistenza.L’organizzazione dell’evento è a cura dell’Archivio Storico della Camera del Lavoro di Brescia. Finalità e contenuti sono gli stessi dell’iniziativa promossa dal sindacato confederale a livello regionale. Uno sforzo questo, teso soprattutto a coinvolgere i giovani, rivolto in particolare agli istituti scolastici.

LE SCUOLE

Alla proposta di Cgil Cisl e Uil Brescia hanno risposto fino ad ora dieci Istituti scolastici: Arnaldo, Abba, Ballini, Copernico, Gambara, Lunardi e Calini per quanto riguarda la città; Capirola (Ghedi-Leno), Marzoli (Palazzolo), Don Mazzolari (Verolanuova) dalla provincia.

Dalla nostra città saranno circa 300 gli studenti coinvolti, ma un certo numeri di posti è a disposizioni di quanti, sindacalisti e non, vogliano fare un’esperienza per ricordare la più grande tragedia del ventesimo Secolo.

IL VIAGGIO

Il viaggio avrà inizio il 9 novembre. Si soggiornerà a Cracovia che dista pochi chilometri da Auschwitz. Il ritorno a Brescia avverrà il 13 novembre.

LA PREPARAZIONE

Gli insegnanti che seguono gli studenti hanno già svolto un periodo di preparazione per organizzare le giornate e le iniziative. Gli studenti hanno già iniziato nelle scuole la preparazione a questo viaggio.

Per tutti gli altri è prevista in ottobre una serata di introduzione, con filmati di presentazione, sul significato di questo viaggio.

INFO

Per informazioni sui costi e modalità di partecipazione è possibile telefonare al numero 030 3844502.

WWW.ASSOCIAZIONEGIOVANI.CISL.IT

Inserito in Cisl nazionale,UST da UST, 6 agosto 2008

Giovani Cisl in rete. L’Associazione Giovani della Cisl organizza, rappresenta e tutela la realtà giovanile in tutte le sue forme e promuove il rapporto tra le giovani generazioni e la Cisl, in particolare coinvolgendo i ragazzi che ancora devono entrare nel mondo del lavoro. Sul sito Associazione Giovani Cisl è possibile registrarsi e partecipare al forum.

CGIL CISL E UIL SUL PATTO BRESCIA SICURA

Inserito in Brescia,Sicurezza,UST da UST, 5 agosto 2008

Cgil Cisl e e  Uil bresciane hanno preso posizione sul Patto Sicurezza firmato dal Sindaco e dal Ministro dell’Interno. Lo hanno fatto con una serie di rilievi e osservazioni in cui contestano l’enfasi con cui si parla e si affrontano temi tanto delicati, rifiutando l’idea che il problema dell’insicurezza vada declinato, come fanno ormai regolarmente la Giunta e le forze politiche che l’hanno espressa, con quello dell’immigrazione. Una modalità pericolosa – hanno spiegano Cgil Cisl e eUil nel documento unitario inviato al Sindaco – che anziché risolvere il problema lo aggrava e lo amplifica dando addirittura della città l’immagine di un inferno sociale.

Clicca qui per leggere e scaricare il documento di Cgil Cisl e Uil sul Patto Brescia Sicura

CONTRATTI: CONFRONTO FATICOSO MA POSITIVO

Inserito in Contratti,UST da UST, 5 agosto 2008

Riprenderà a settembre la trattativa sulla riforma contrattuale tra sindacati e Confindustria. Intervistato dal sito www.ildiariodellavoro.it Giorgio Santini, segretario confederale della Cisl, giudica il confronto faticoso ma positivo.

Santini, perché è stato così lungo l’incontro di ieri?
Perché è stata affrontata approfonditamente la questione su come individuare un indicatore dell’inflazione che tenga conto del caro vita. L’indicatore di inflazione programmata è palesemente sbagliato e inutilizzabile, inoltre la tempesta dell’inflazione rende molto difficile effettuare previsioni.

Perché è stato necessario un chiarimento tra i sindacati?
Confindustria ha accettato in via di principio di superare l’inflazione programmata, poi però ha chiesto di depurare fortemente l’inflazione importata, proponendo una riduzione sostanziale della base di calcolo. Nell’interruzione abbiamo dovuto discutere a lungo per individuare, nonostante le posizioni differenziate, un indicatore adeguato che superasse queste difficoltà.

Che caratteristiche ha questo indicatore?
Non sono state definite le modalità, ma è triennale, previsionale e non inflattivo. È importante perché permette di superare le differenze di posizione ed è il risultato di uno sforzo che ha come fine comune tutelare i lavoratori.

Cisl e Uil sono fermamente determinate a chiudere entro il 30 settembre come la Confindustria, mentre la Cgil sembra far prevalere il contenuto dell’accordo sulla data. È così?
A tutti interessa il contenuto. Ci sono tutte le condizioni per fare un accordo chiaro e chiuderlo entro il 30 settembre. Inoltre il termine è stato fissato da tutti e tre i segretari generali con il presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, e poi c’è la questione dei rinnovi.

Ovvero?
I ritardi incidono molto sul sistema contrattuale, per questo è necessario affrettare i tempi. Forte incentivo di questa contrattazione sono due importanti misure decise dall’Esecutivo in materia di manovra economica, che devono essere rese strutturali.

Quali sono queste misure?
La decontribuzione delle retribuzioni fino al 5%, stabilita dal protocollo del welfare, e la detassazione degli straordinari, moltiplicatori che favoriscono l’estensione del secondo livello a tutti i lavoratori.

LE MORTI SUL LAVORO IL DOPPIO DEGLI ASSASSINATI

Inserito in Incidenti sul lavoro,UST da UST, 5 agosto 2008

L’Italia è di gran lunga il Paese europeo dove si muore di più sul lavoro, quasi il doppio della Francia, il 30% in più rispetto a Germania e Spagna. Si muore di più sul lavoro o sulle strade che non ammazzati da un colpo di pistola o da una coltellata. Le vittime sul lavoro sono quasi il doppio degli assassinati e i decessi sulle strade otto volte più degli omicidi. A lanciare l’allarme è il Censis, Centro studi investimenti sociali. “Tuttavia, gran parte dell’attenzione pubblica si concentra sui fenomeni di criminalità”. Se negli ultimi 11 anni, gli omicidi sono diminuiti di un terzo (da 1.042 casi nel 1995, a 663 nel 2006), nei cantieri e sui posti di lavoro l’anno scorso sono morti 1.170 operai di cui quasi la metà in infortuni “stradali”, nel tragitto casa-lavoro o travolti mentre lavoravano in strada. Se si escludono i cosiddetti infortuni “in itinere” o comunque avvenuti in strada, non rilevati in modo omogeneo da tutti i Paesi europei, si contano 918 casi in Italia, 678 in Germania, 662 in Spagna, 593 in Francia (in questo caso il confronto è riferito al 2005). Confrontando degli omicidi con i morti per incidenti stradali, il Censis ha calcolato che i decessi in auto sono otto volte gli omicidi. Nel 2006, in Italia i decessi sulle strade sono stati 5.669, più che in Paesi anche più popolosi del nostro: Regno Unito (3.297), Francia (4.709) e Germania (5.091). Tuttavia, “gran parte dell’impegno politico degli ultimi mesi è stato assorbito dall’obiettivo di garantire la sicurezza dei cittadini”, ha detto Giuseppe Roma, direttore generale del Censis. “Risalta in maniera evidente – ha proseguito il direttore – la sfasatura tra pericoli reali e interventi concreti per fronteggiarli. Il luogo di lavoro e la strada mancano ancora di presidi efficaci per garantire la piena sicurezza dei cittadini, e spesso si pensa che perdere la vita in un incidente stradale sia una fatalità. I dati degli altri Paesi europei dimostrano che non è così”. www.corriere.it